Epocale ritorno all’essere

MORENA ROCCARO

11/05/2020

Oggi stiamo vivendo uno dei momenti più bui della storia dell’intera umanità, che sicuramente percorrerà le pagine dei libri di storia. In questi giorni ho riflettuto molto su questo evento e credo che ognuno di noi debba trarre le proprie conclusioni, perché ogni evento o fenomeno, va dibattuto, discusso affinché si possa trarre un insegnamento.

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Foto di M. ROCCARO

Poco tempo fa ho cominciato a considerare questo nostro momento storico, esattamente il XXI secolo, al di là della pandemia, simile al periodo del Decadentismo dei primi anni del secolo scorso.  In questo predominava la svalutazione dei valori tradizionali, meccanizzati dalla retorica borghese, a causa dell’ideologia di profitto capitalista, della corruzione e del fervore economico e culturale della Belle Epoque. L’uomo subì una profonda crisi esistenziale che lo rese estraneo alla vita al punto da non conoscere più né se stesso né il suo cammino e da diventare marionetta, guidata dai grandi della storia.

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Oggi sta accadendo la stessa cosa, infatti l’essere umano è smarrito e si sta lasciando condurre dal nulla dell’esistenza, priva di una morale e di valori: quali la famiglia, l’amore, la solidarietà, l’amicizia e la felicità, calpestati dall’uomo stesso che ha preferito l’immediato benessere, offertogli dalla frenesia del progresso, invece di optare per una felicità eterna e reale, quella fondata sulla vera essenza umana. L’inerzia e l’inettitudine predominano nella società odierna. Per questo, ho cercato di trarre il meglio da questo momento, riflettendo sul fatto che noi stiamo finalmente comprendendo il valore del tempo, non più immersi nella vita frenetica della realtà, stiamo apprezzando di più quello che avremmo potuto fare fuori e che prima non avevamo tempo di fare, come una bella passeggiata, un film al cinema o semplicemente contemplare un paesaggio; stiamo riscoprendo la bellezza di un libro, le lunghe chiacchierate con mamma, lo scambio di pettegolezzi con la propria sorella, i giochi di società, quelle lunghe chiamate al telefono che invece abbiamo sostituito a messaggi brevi e sottintesi; ci stiamo svegliando con un’altra realtà e guardiamo i vicini con occhi diversi; noi studenti stiamo percependo l’importanza dello studio non finalizzato a valutazioni scolastiche, bensì a ciò che sarà il nostro futuro.

Infine, questo momento storico ci sta facendo crescere, ma soprattutto riscoprire la bellezza delle piccole cose, proprio come diceva Pascoli, che in mezzo alla premura della vita esterna, l’uomo doveva riscoprire in se stesso, guardandosi dentro, per ritrovare il senso della vita.

Questo periodo si propone essere un drastico ritorno in noi stessi.

Alcuni però pensano che bisogna sopravvivere, come meglio si può, a questo mondo ostile, ma la verità è che gli ostili e gli egoisti siamo noi uomini, che siamo capaci di apprezzare la vita, solo quando questa, ci sfugge dalle mani. Questo evento è il “grido” del mondo, della natura e della vita stessa che ancora una volta ci sta richiamando a sé, alla sua vera essenza. Com’è ben visibile l’uomo ha sempre dovuto perdersi per ritrovarsi, ma non è mai troppo tardi per ricominciare.

In questo momento può esserci paura, ma non deve esserci odio; può esserci isolamento però non deve esserci solitudine; può esserci anche la morte, ma l’amore può sempre rinascere.

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