“Immergermi in me”

SELMA SAKLI

28/04/2020

Mi avvicino al mio riflesso per cercare di comprendere se è possibile guardarsi davvero, immergendosi in quel buco nero che è la pupilla. Vorrei poter trovare il modo per immergermi in me, quasi come se il senso di straniamento che provo, in questi giorni sia più una certezza che un’ipotesi.

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La solitudine ci ha sempre fatto paura. Anche chi proclamava la superiorità della solitudine rispetto alla vita immersa nei ritmi frenetici della società, adesso comprende che forse la sua non era propriamente una definizione veritiera. In questi giorni ci muoviamo in casa e durante ogni istante abbiamo uno specchio davanti, abbiamo il nostro riflesso che ci scruta, imperterrito, gli occhi fissi e tetri. Io in quel riflesso ci ho visto sempre un nemico, ma questo è il momento per parlarmi, per conoscermi. Questi è il momento adatto per prendermi per mano e chiedermi scusa per tutte quelle volte nelle quali ho visto gli altri come uno scoglio e non ho nemmeno lontanamente pensato a me stessa come ad un appiglio sicuro. Mi sono stata diffidente.

scoprirsi 

Abbattere questo muro che s’interpone tra me e me, come un torrente che non ce la fa più ad essere confinato entro margini troppo stretti per la sua immensità. Allora la sua forza si fa umana e il torrente finalmente straripa, rompe gli argini e si lascia andare, finalmente libero nella sua immensità.

In questa situazione però, non possiamo abbattere le mura di casa nostra poiché rappresentano anche esse degli argini, dei limiti, motivo di sofferenza (adesso più che mai). Allora che fare ?

Scavare. Armarsi di pazienza, amore, letteratura, riflessioni e scavare. Non per disertare, bensì per scoprire. Andare talmente in fondo da trovare abissi dove pensavamo ci fossero soltanto laghi.

Alcuni giorni sono stati difficili: trovarsi da soli, isolati; pensare di essere uno e scoprire di essere due, io ma divisa; sentirsi estranei per poi prendere consapevolezza del fatto che quello sconosciuto con il quale ti ritrovi a condividere il tuo tempo, sei tu.

Ecco, la scoperta più sconcertante in questi giorni è stata questa: scoprire che quella sconosciuta sono io, sono sempre stata io, ma solo adesso ne sono consapevole.

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