Caro Nonnino, ti scrivo…

GINEVRA CAMPOCHIARO

26/04/2020

Caro Nonnino,

ti scrivo questa lettera per raccontarti un po’ com’è cambiato il mondo da quando te ne sei andato, quanti disastri è riuscito a creare l’uomo per soddisfare i suoi interessi senza preoccuparsi delle conseguenze: ha superato ogni limite e ora il nostro mondo si è stancato, ha sopportato fin troppo, ha visto troppe guerre, troppe bombe, troppo odio e menefreghismo, adesso sta iniziando ad esprimere la sua opinione, e soprattutto sta iniziando a far capire chi comanda davvero.

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Foto di Dolomiti

Ricordi la mia amata Australia, quella che tanto ti raccontavo con il cielo blu cobalto e i prati di un verde intenso, quella dove programmavamo un giorno di andare insieme…ecco proprio lei qualche mese fa ha iniziato a  bruciare, a frantumarsi e a distruggere la vita di diversi animali che vivevano lì da sempre, senza alcuna distinzione. Dopo diversi giorni si è riusciti a placare le fiamme, ma le perdite sono state indecifrabili e irreparabili, gran parte di quel paradiso terrestre è andato in fumo.

Terminata quella tragedia, nessuno poteva mai immaginare, cosa sarebbe successo. Nell’ultimo periodo il nostro paese sta vivendo un tragico momento. Nessuno pensava che in così poco tempo, un virus, il Covid-19, potesse stravolgere la nostra vita in questo modo.

Fino ad un mese fa, ognuno di noi viveva la propria vita in tranquillità e serenità, piena di impegni e ricca di imprevisti, ma ad un certo punto tutto si è fermato, tutto è cambiato e con il tempo tutto è andato a peggiorare. Il Covid-19 inizialmente si era diffuso in Cina , uno delle più importanti potenze economiche mondiali , un paese super evoluto e sviluppato che però non è riuscito a fronteggiare questo nuovo nemico, tale che non attacca con le armi , che non scende in campo per vincere una battaglia , che non avvisa prima di arrivare, che non sta dalla parte di nessuno , che non ha paura di nessuno , un nemico che uccide senza guardare chi ha davanti , uguale per tutti, che non si tira indietro e che non ha nulla da perdere.

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Foto di Repubblica

 Il Covid-19 fino ad un mese fa, noi italiani lo vedevamo lontano, come se nel nostro paese non potesse mai arrivare, lo consideravamo come qualcosa che non poteva raggiungerci, ci sentivamo superiori, nessuno lo temeva e tutti ci sentivamo sicuri. Purtroppo però, è toccato anche a noi, è arrivato anche nel nostro paese, lentamente, fino a farci sprofondare nel tunnel più totale, senza alcuna via d’uscita.

Sono iniziati i primi contagi, le prime avvertenze, fino ad arrivare alle prime vittime che sono state portate via da questo mondo senza alcun preavviso. La morte ci coglie sempre di sorpresa, non avvisa mai, però è anche vero che di ogni morte c’è sempre una causa nota, un arresto cardiaco, un tumore, un infarto…ma nessuno poteva mai immaginare di morire per colpa di un nuovo virus, che nel 2020 non si è riusciti a debellare.

Crediamo di vivere all’interno di una società evoluta che ci può difendere da qualunque cosa,che è riuscita a superare mille difficoltà, che è riuscita a compiere imprese quasi impossibili, come toccare la superficie lunare o creare tecnologie di ultima generazione, in pratica, in una società in evoluzione rispetto a prima, ma che purtroppo si è fatta sfuggire una cosa, un virus, credendolo di poco conto, all’apparenza come tanti altri, e che sarebbe passato velocemente.

Purtroppo, non è stato così, quel virus considerato banale è riuscito a mettere in ginocchio l’intero pianeta, con una tale velocità da rendere ognuno di noi da invincibili ad impotenti. Dopo l’arrivo del Covid-19 in Italia sono iniziate ad essere emanati i primi decreti restrittivi: divieto di assembramenti, obbligatorietà dell’uso di mascherine fino alla chiusura di tutti i luoghi pubblici, senza possibilità di muoversi dal proprio domicilio se non conmotivazioni valide, di poter incontrare parenti, amici e senza poter avere più alcuna libertà.

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Foto di Messaggero

Caro nonnino, ci hanno vietato tutto, anche i gesti più semplici, ci hanno vietato di stare vicini, di poterci abbracciare, di poterci baciare, ci hanno vietato di toccarci. Nessuno avrebbe mai immaginato di dover rimanere soli per riuscire a vincere questo nemico. Ti dico la verità, non so fino a quando tutto questo durerà, quanti morti dovranno ancora esserci, quante ore di lavoro dovranno ancora fare i nostri eroi, medici e infermieri, ma di una cosa sono certa, ritorneremo presto ad abbracciarci, a stare l’uno accanto all’altra, riusciremo a rialzarci più forti di prima con il profondo desiderio di godere della vita in pieno. Alla fine tutto è relativo e quello che in questo momento può sembrare normale, domani può diventare  impossibile.

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