“Mirra”, poetare con il teatro di Alfieri

LAURA AMANTIA

24/03/2020

La tragedia “Mirra” di Alfieri rivisitata dai ragazzi di 4 A del classico attraverso l’immedesimazione nei personaggi per darne voce in poesie dallo stile alfieriano.

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Trama
: Mirra, giovane figlia del re di Cipro, è promessa in sposa al giovane Pereo, ma all’improvviso annulla le nozze senza un’apparente motivo. Pereo non regge e trova la morte, i genitori di Mirra: il padre Ciniro molto legato alla figlia vuole conoscere da lei il motivo dell’abbandono del futuro sposo. La nutrice Euriclea conosce il segreto di Mirra, ma le resta fedele. Dietro continue insistenze il padre viene a sapere la verità: Mirra è innamorata di un altro uomo e quell’uomo è proprio lui.

 

images-4Mirra, un amore incestuoso

 

O padre mio, mio più grande amor

di sposar Pereo tu mi dicesti,

che era colma di dolor

l’anima mia ti accorgesti.

 

Tu per me disposto eri le nozze ad annullar

ma volevo io la tua casa abbandonar,

poiché o mio re, tu palpitar facevi il mio cuor

ma non riuscii a dare a tale promessa onor.

 

Del tuo amor non mi curai,

e così solo la morte potei meritar

al tuo cospetto mi vergognai

e l’orrido arcano potesti immaginar.

 

Col tuo brando posi fine a un amor

che più incestuoso non potea

lasciando Cecri e te morir di dolor

e d’onta resister non sapea.

 

                                                                MARIANNA COMPAGNINI

 

images-3Le scuse di Mirra

Se questi versi trovi

l’usbergo è caduto

Mirra tempestata scopri

d’amor per il canuto

 

Il cuor mio dunque è del congiunto,

l’arcano così scopri

teco le nozze ho voluto

e del mio fallir mi scuso.

 

Accennerò all’amato un sorriso

e col freddo brando in petto

Avrò trovato il suicidio

 

Sii felice per il momento,

la fera Mirra or trova pace

e tu per sempre liberato!

 

Giuseppe Greco

 

images-4Un dissidio amoroso Pereo: il fidanzato

In quel lasso dí

Io, Pereo dinasta degli Epiri.

Non sapendo dell’oscuro fato

con grande fede andai lì

piena l’alma di gioia e di cor.

Ma in quell’improvviso momento

Mirra disperata cadde

E io da vil cavaliere decisi di spegnermi.

Tu che festi? Non avresti preso il brando

sentendo la sovrana voce

con pietoso atto.

 

Nativo Giovanni Agatino

  

images-3EURICLÉA

LA FIDA CONSIGLIERA E IL TORMENTO DI MIRRA

 

Da gran tempo io dal dolor

strugger la vidi alquanto,

di giorno in giorno, sempre nel pianto

e, invano, le chiesi di aprirmi il suo cuor.

A me, non di sangue, ma figlia d’amor

mai svelò il segreto del suo animo infranto

e l’innamorato Perèo moriva intanto

per non poterla avere timor.

Mi supplicò di ucciderla col brando,

ma poi si trafisse di propria mano,

una spropositata vergogna provando,

dopo che il segreto scoprì il padre piangente

e alla moglie Cecri rivelò l’orribile arcano,

vedendo empia morir Mirra anziché innocente.

Greco Federica

 

  

images-2 Ciniro, il padre

 

Oh misericordia!

Me misero, cos’ho fatto di male per meritarmi questo?

Ove morir io posso? Lasso me!

So bene ciò che mi piace e non, arretrati…

Oh giorno! Oh delitto! Oh dolore!

A chi il mio pianto?…

Ingrata: omai col disperarmi co’ tuoi modi,

e farti del mio dolore gioco,

omai per sempre perduto hai tu l’amore del padre.

Eppure, abbandonar la svenata mia figlia non posso…

Il tuo più grave fallo, è il tacer col padre tuo:

è tempo, tempo ormai, sì, di cangiar modi, o Mirra.

 

CAPPUCCINO LUCIANO 

 

 

images-4Ciniro: rimpianti di un padre

 

Or, Mirra, de la tua morte dieci anni son trascorsi

iniqua. L’ira, ohimè, rivelato l’orrido arcano prese ‘l mio

amore. Ahi lasso!

Come si puote amar un padre e odiare una figlia?

Ne la mia sfiorita età accorgemmi de l’errore

or meco questo pensiero vivrà in eterno.

Nel mio core pioggia, venti, tuoni e tempeste

e il desio di rivedere te, figlia, da le purpuree gote,

dal tremante sguardo e da la furia d’amore quando vedemmi

ad implorar Iddio mi move.

Raggiungerti il mio spirto mortal implora

e se a causa della fatal passione, empia, moristi,

anch’io così muoio per rivederti…

Ancora.

TIRONE GAIA

 

images-3Parole di un padre disperato

 

Il tuo più grave fallo fu il tacer o dolce Mirra,

altrimenti a questo si potea provveder ,

Chiamare te mai così tanto fra le mie senili e paterne e braccia ,

ma tu di altro amor andavi a caccia.

Ogni speranza si era fatta oramai in me vana di capir chi tu amassi,

Ed i tuoi modi a poco a poco s’ eran fatti pesanti come sassi.

Sempre cara fosti nei miei confronti,

ma con una simil fine non avresti mai fatto i conti.

D’empio e scandaloso amor eri affetta,

e fu così che moristi col desiderio di perir in fretta.

MORALES ANTONIO

 

  

images-2Cecri una madre sconsolata.

E ora, ormai in canuta età
l’alma mia si alberga
fra dumi e crudi pensieri.
Fero fu il brando con cui tu stessa Mirra
scalfisti il tuo usbergo,
creando in me tanta temenza.
Quando nei trascorsi tempi sperai nel mio grembo per te il lustro,

ora tormi tutto
così vaneggio e invida
mi sento per te, figlia.
Grande pugna in me sarà, mentre
guarderò il tuo dolce dissidio.

 

Eleonora Coppoletta

 

 

 

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