“Le Crociate” guerre di religione?

CAROLA LUMIA

01/12/2019

Dal IX secolo, si intensificò in Europa la pratica dei pellegrinaggi religiosi che avevano 3 mete principali: Roma, Santiago di Compostela e Gerusalemme. Ma alla fine dell’XI secolo il pellegrinaggio in Terra Santa divenne difficoltoso a causa dell’occupazione del Medio Oriente arabo da parte dei Turchi Selgiùchidi, che avevano un atteggiamento ostile nei confronti dei cristiani.

images-2Fu così che ebbero origine le crociate, pellegrinaggi armati con cui gli occidentali volevano liberare i luogi santi della cristianità dal dominio musulmano. Le crociate ebbero anche delle cause economiche e sociali: la rinascita dei commerci spingeva infatti i mercanti a cercare nuovi mercati e nuovi prodotti; inoltre con la crescita demografica in Europa erano aumentate le violenze e le tensioni sociali, che la chiesa cercò di incanalare nello scontro contro gli infedeli.

Le crociate sono state argomento di dibattito e discussione fin dal suo primo insorgere. A riguardo diversi storici hanno esposto il loro pensiero:

Jacques le Goff, celebre medievista francese fornisce un elenco degli “obiettivi falliti delle crociate”. Il primo punto fondamentale ossia, la conquista dei luoghi santi di Gerusalemme fu un fallimento, in quanto non durò neanche un secolo. La crociata provocò anche l’insorgere di un’ostilità violenta verso gli ebrei, che contribuì a porre fine alla tolleranza dei cristiani nei confronti degli ebrei. Secondo scopo era aiutare i Bizantini, cosa che non avvenne. L’unità della cristianità contro gli infedeli portò solamente all’aumento delle rivalità. Anche le vantate conseguenze culturali ed economiche che le crociate avrebbero prodotto, come la diffusione in Europa della cultura araba e i profitti commerciali delle repubbliche marinare, sono in effetti illusorie: il sapere orientale penetrò in Occidente attraverso pacifici scambi, mentre i mercanti italiani da tempo frequentavano i più importanti scali del medio oriente arabo, come Costantinopoli.

images-1Un altro storico, Marco Cardini afferma che non si possono definire guerre sante e tanto meno guerre di religiose tese a sterminare il nemico. L’obiettivo era il possesso dei luoghi santi, cui si aggiungevano obiettivi di natura politica ed economica. I crociati finirono con il creare una specie di società coloniale, finirono con l’integrarsi e con lo stabilire con il circostante ambiente musulmano una specie di convivenza che permetteva scambi commerciali e culturali. I progressi fatti dall’Europa in concomitanza con le crociate riguardavano anche l’arte militare (più efficaci ordigni d’assedio, la balestra, le navi speciali per il trasporto dei cavalli.

imagesLe crociate non allontanarono il mondo cristiano da quello musulmano: furono parte di un complesso contesto che vide intensificarsi, proprio nel tempo del loro massimo sviluppo tra  XI  e XIII secolo, i traffici e gli scambi tanto economici e commerciali quanto culturali e diplomatici. Le crociate portarono in Occidente anche alcune novità: la bussola, nuove tecniche per lavorare il vetro, un nuovo frutto ossia l’albicocca e un tipo di nave specializzata nel trasporto di truppe e cavalli. Inoltre ci giunsero nuove scienze, come la matematica, l’astronomia la chimica e la medicina.

Le crociate non furono né guerre totali, né guerre ideologiche.

 

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