Disney: “Bia”, uso e abuso dei social network

MORENA ROCCARO

09/07/2019

Il 24 Giugno 2019, attraverso il canale giovanile Disney Latino America, è andato in onda il primo episodio della nuova serie Disney ‘Bia‘,  che ha ottenuto quasi il 94% di share in tv.

Razon+fe

Bia è un progetto ideato nel 2018 dal direttore argentino Jorge Bechara, candidato al Martin Fierro, uno premio argentino, organizzato dall’associazione di giornaliste di Televisione e Radiofonia argentine, come miglior direttore.  Gli autori del programma sono Marina Efron, Jorge Edelstein e Carmen López-Areal.

Disney non delude mai i suoi fan e ha deciso di rimpiazzare la vecchia serie Disney Latino Americana dal 2016, ‘Soy Luna’, con un nuovo successo assicurato.

Da molti anni l’organizzazione Disney Latino America, agganciata  alla ‘Walt Disney Company’ statunitense e alla ‘Walt Disney Europa’, lancia serie tv giovanili, le quali, trattano  temi importanti come: la conoscenza di se stessi, la scoperta delle proprie passioni, il legame con la famiglia, il rapporto io-mondo; insomma tutto ciò che gli adolescenti cercano in una serie tv.

Dalla serie mondiale ‘Violetta’ nel 2015, a ‘Soy Luna’ nel 2017 adesso la Disney ci sorprende, con una svolta storica impressionante.

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Ma cos’ha di così speciale la nuova serie ‘Bia’?

Intanto è una serie multiculturale e il cast è molto vario, ma questa caratteristica è una tipica specialità delle serie Disney: la protagonista femminile è una modella e attrice  brasiliana, Isabela Souza mentre il protagonista maschile, Julio Peña, è europeo, originario della Spagna. Inoltre, ad accompagnare i protagonisti, troviamo,  due attrici messicane,  altri due attori brasiliani, un’attrice italiana, tre artisti colombiani, un attore dell’Ecuador, uno del Venezuela e sei argentini.

” Fare parte di un cast così multiculturale è un privilegio, non lo viviamo come un ostacolo, bensì come un’opportunità per conoscere, perché questa è la bellezza di essere diversi”, afferma il cast della serie.

Ed è proprio questo il tema principale del progetto, quello della diversità come valore aggiunto.

Ma Disney Bia è molto altro ancora: è una storia di intrighi e misteri famigliari e racconta le avventure di Bia, una ragazza allegra e molto creativa che condivide la sua passione del disegno insieme a un gruppo di giovani creatori di contenuti online, nel ‘Fundom‘, uno spazio di incontri e aspirazioni dove sorgono amicizie, conflitti e grandi storie d’amore.

Bia quindi è una serie tecnologica, parla dell’uso e dell’abuso dei social network e quanto quest’ultimi,  possano influenzarci, con like e  followers.

E’ una serie moderna che sprona i giovani a essere se stessi e a utilizzare la tecnologia e i social cautamente, affinché diventino strumento di comunicazione e di condivisione.

A quanto pare la Disney non si sbaglia mai e ancora una volta ha azzeccato gli ingredienti corretti per un successo mondiale. Già la serie è seguita in tv da tutta Latino America, e in rete, dai paesi europei e asiatici come  Polonia, Israele e Turchia;  debutterà nel Settembre 2019 nei principali paesi europei: Italia, Spagna, Francia e Germania.

Una svolta storica?

La Disney Latino Americana affronta la realtà dell’omosessualità, infatti, molto presto il cast accoglierà una coppia omosessuale di youtubers colombiane, Calle e Poché, che appariranno sullo schermo nei prossimi episodi.

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La serie è più attuale che mai, vuole rompere i pregiudizi che convivono all’interno dell’odierna società, la diversità è una forza. A tal proposito sono state mosse molte critiche. Ciò era già capitato con la serie americana lanciata dalla ‘Walt Disney Company’ statunitense, Andi Mack, la quale, racconta, il duro percorso del personaggio Cyrus, alla ricerca della propria sessualità. Ed è proprio lui il primo personaggio omosessuale nella storia della Disney quindi, Disney Channel Latino America, nonostante le dure critiche, segue questo coraggioso cammino, ormai senza via di ritorno.

Una vera e propria rivoluzione nella storia della Disney, per alcuni il cammino verso la tolleranza e l’accettazione del ‘diverso’; per altri come la degradazione di una civiltà ormai senza valori.

 

 

 

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