Il gen. G. Governale, Direttore della DIA, ospite al Secusio

GLORIA TROMBINO

13/05/2019

Mercoledì 15 maggio alle ore 11:15 presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore Bonaventura Secusio di Caltagirone, si svolgerà un convegno sul tema: “La mafia teme più la scuola o la giustizia?” presieduto dal Giuseppe Governale, generale dell’Arma dei Carabinieri, già comandante del ROS e attualmente Direttore della DIA.

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Ha frequentato il 160º Corso dell’Accademia militare di Modena, nel biennio 1978-1980 e, promosso a sottotenente, la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, dal 1980 al 1982. Concluso il ciclo addestrativo, ha comandato un plotone allievi presso la Scuola Allievi di Roma, poi incarichi operativi e di comando a Roma, Napoli, Livorno e Milano; tra il 1993 e il 1994 frequenta l’8º Corso di Istituto, per poi essere assegnato al Comando Generale dell’Arma. Nel 1996-97 frequenta il 119º Corso Superiore di Stato Maggiore, per poi tornare al Comando Generale, dove ricoprire vari incarichi. Nel 2001 diviene Comandante Provinciale dei Carabinieri di Modena, poi assegnato alla Scuola Ufficiali e al Comando Operativo Interforze dello Stato Maggiore delle difesa. Dal 2007 al 2010 è comandante provinciale di Catania, dal 2013 al 2015, promosso a generale di Brigata, comanda la Legione Carabinieri di Sicilia.

Dal 2015 ha comandato il Raggruppamento Operativo Speciale, incarico di gran prestigio, ottenendo importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo.

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Dal 2017 è Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, con il grado di generale di Divisione.

Nel 2005 pubblica “ADUA – i perché di una sconfitta”, nel 2006 “Gli aspetti legali operazioni militari all’estero”, nel 2007 “La forza dell’etica nell’azione di comando. Spunti e riflessioni” e infine nel 2014 pubblicò con la Mondadori “Accanto agli italiani”, in occasione del bicentenario della fondazione dell’Arma dei carabinieri”.

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Palermo, in occasione del Premio M. FRANCESE

Bisogna una volta per tutte costruire una nuova classe dirigente che oltre alla professionalità, allo sfruttamento delle tecnologie, abbia uno scudo forte che è quello del senso di appartenenza, di far parte di una squadra che si chiama Stato, che si chiama Regione, si chiama Comune e che sia in grado di reggere alle infiltrazioni nella pubblica amministrazione”.

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