“Costituzione e democrazia” al Secusio

GIACOMO GRIMALDI E ICHRAK MTIR

11/05/2019

In vista della preparazione all’ Esame di Stato e in occasione del 41° anniversario dalla morte di Aldo Moro, giovedì̀ 9 maggio alle ore 9.15 presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore “B. Secusio” si è svolto un incontro tenuto dal prof. Enrico Cuccodoro sul tema: “Le domande dei giovani. Costituzione e Democrazia per Pertini e Moro” rivolto alle classi quinte in indirizzo.

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Foto di Giuliana Scalzo

La conferenza inizia con i saluti della preside, dott.ssa Concetta Mancuso, che sottolinea l’importanza degli argomenti concernenti la Cittadinanza e la Costituzione per la nuova modalità del nostro esame di Stato. A tal proposito, questa conferenza risulta molto inerente: le due figure perno della discussione (il democristiano A. Moro e il socialista S. Pertini) devono esserci di esempio, poiché essi credevano in maniera profonda nei valori di giustizia e libertà al fine della convivenza pacifica. Nel suo Discorso di insediamento al Parlamento, Pertini ha detto: “la libertà non può essere mai barattata […] Libertà e giustizia sociale costituiscono un binomio inscindibile”. Sulla stessa linea di pensiero si trova Moro, che nel suo Discorso all’Assemblea Costituente ha dichiarato: “non possiamo prescindere da questa comune e costante ricerca dei valori di libertà e giustizia.”

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Foto di Giuliana Scalzo

Dopo la lettura di queste citazioni, la parola passa a Massimo Porta, ex alunno del nostro liceo, ex assessore comunale e militante del partito socialista. Egli parte da un suo ricordo di Pertini. In occasione di un comizio, negli anni ‘50 quest’ultimo visitò Caltagirone. Qui, gli fu raccontata la storia della città ed egli notò il collegamento tra il nostro stemma e quello della sua città, Genova, che hanno in comune il grifone. Successivamente passeggiò per i “carruggi” e acquistò alcune ceramiche della bottega di Tano Romano. Anche se in un solo giorno, Pertini ebbe un rapporto molto intenso con la città. Infatti, nel 1971, dopo una conferenza a Roma, si intrattenne con degli amici catanesi a cena e interrogò loro su Caltagirone. Trovandoli impreparati, raccontò di questa sua visita. In questo periodo, i rapporti con Moro non erano dei migliori, per questo motivo durante il comizio egli ricordò la sconfitta degli arabi da parte dei genovesi, spronando i cittadini a “scacciare i mori”, riferendosi al “rivale”, il cui partito non era in linea con il proprio. Da un ricordo di Pertini, dunque passa a uno di Moro. Porta ricorda che il giorno del suo rapimento si trovava a scuola, e al rientro dalla ricreazione furono informati dell’accaduto. Ciò gli permise di sviluppare una passione per la politica e, il 17 marzo, fu scelto per parlare davanti al raduno di studenti che si trovavano nella sua scuola per affrontare e conoscere meglio la situazione. Luoghi come la nostra scuola, conferenze come questa e figure come Pertini e Moro, devono stimolare noi giovani all’interesse politico. Conclude poi ringraziando Cuccodoro, il quale con eventi come questi permette ai giovani di conoscere il passato e vivere un futuro migliore.

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Foto di Giuliana Scalzo

Interviene dunque il prof. Enrico Cuccodoro, docente di Diritto costituzionale – Università del Salento, coordinatore nazionale Osservatorio “Sandro e Carla Pertini” e autore del libro “Gli impertinenti”, per cui ha ricevuto anche una lettera di ringraziamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che la preside ha letto. Questo suo 182° evento si svolge in occasione del centenario dalla dall’Appello a tutti gli uomini liberi e forti ed è dunque onorato di essere ospitato nella città natale di Don Luigi Sturzo. Per introdurre il suo discorso, il professore sottolinea le differenze tra queste due importanti e significative figure politiche. Essi infatti avevano un carattere, un partito di appartenenza e una generazione diversi. Nonostante ciò, però, le loro storie sono legate. Egli ricorda che il 16 marzo 1968 si trovava a Roma- Piazza del Parlamento- e aspettava l’insediamento del nuovo Parlamento, a seguito della vittoria della Democrazia Cristiana.

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I brigadisti non approvarono questo assetto politico, dunque minacciarono l’Italia e rapirono Aldo Moro. L’intera nazione andò in subbuglio perché egli era il politico più conosciuto: tutti si recarono alla sede della DC, le lezioni scolastiche furono interrotte e la seduta del nuovo Parlamento fu subito sciolta. Dopo 55 giorni dal rapimento, durante il Governo Andreotti, i brigadisti fecero ritrovare il corpo di Moro in una Renault rossa. Egli avrebbe potuto essere il nostro settimo Presidente della Repubblica Italiana. Leone dunque si dimesse e i vari partiti non riuscirono a trovare un accordo, per questo Ugo La Malfa propose il nome di Sandro Pertini come nuovo Presidente. Al 16° scrutinio dunque esso venne eletto con il maggior numero di voti nella storia. La sera prima del suo insediamento, egli scrisse il suo discorso e l’indomani esordì dicendo che quel giorno non doveva esserci lui a parlare, ma il suo amico, Aldo Moro. Pertini comunque diventò il Presidente Italiano più amato dal popolo, non a caso ci sono numerosi edifici, strade, giardini e ospedali a lui dedicati. In particolare Cuccodoro sottolinea che esiste -non a caso- un ponte in suo onore. La figura di Pertini è proprio quella di “ponte”, di creatore di legami. Si collega dunque all’attualità citando Papa Francesco e sottolineando l’importanza di smettere di costruire muri, e iniziare a costruire ponti, a comunicare. A tal proposito, esprime il suo dissenso all’operato del Presidente americano Donald Trump. Incita dunque noi studenti a preoccuparsi e tutelare la nostra Costituzione e i nostri diritti per non perdere la nostra libertà. “La libertà è come un fiore e ha bisogno di essere curato, assistito, coltivato, altrimenti appassisce. Ciò significa partecipazione attiva!”

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Foto di Giuliana Scalzo

Se Moro e Pertini con il loro credo negli ideali di giustizia e libertà devono esserci di esempio, Cuccodoro ci dona altri modelli: Mattarella con il suo discorso del 25 aprile e Greta Thunberg con la sua lotta per l’ambiente. Inoltre spiega che necessaria è la partecipazione dei giovani, che devono essere stimolati adeguatamente. Attenti a questo aspetto furono Moro e Pertini, i quali lasciarono il compito di perfezionare la Costituzione alle generazioni successive.

Il primo si riuniva spesso con i giovani nelle università e il secondo accoglieva personalmente tutte le richieste dei ragazzi in ogni modo. Pertini ascoltava i loro problemi esistenziali, economici, politici, scolastici, culturali e famigliari. Con umiltà egli si presentava usando il suo nome e non il suo ruolo politico. Con ironia chiedeva ai giovani di rivolgergli le domande più “imPERTINenti”. Con trasparenza apriva le porte del Parlamento. È bene che i giovani dunque vengano sensibilizzati in questo modo e seguano esempi come loro. “Vi lascio con tre parole: coraggio, entusiasmo ed emozione”.

Egli conclude poi raccontando che Pertini subì il carcere fascista, ma per non mostrarsi vinto, poggiava ogni sera la sua divisa carceraria sotto il materasso affinché l’indomani fosse perfetta. “È tremendo vedere sfiorire giorno dopo giorno, ora dopo ora la propria giovinezza […] Non si può insegnare ad essere uomini di fede, come non si può insegnare ad amare […] Sii sempre un uomo libero e pur di esserlo, sii disposto a pagare qualsiasi prezzo.” (Sandro Pertini)

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Foto di Giuliana Scalzo

Al suono della campana della ricreazione la preside cita ancora una volta Pertini, prima di sciogliere l’assemblea: “Giovani, se non volete che la vostra vita scorra monotona, grigia e vuota, fate in modo che essa sia illuminata dalla luce di una nobile idea.”

 

 

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