Secusio in viaggio nel tempo… un tuffo nel passato

VERONICA GAMBINO – MARTINA IUDICA 

08/05/2018

Il 16 aprile 2019 le classi 1°A  e 1° F del Liceo Linguistico B. Secusio hanno affrontato un viaggio interessante alla scoperta di Siracusa e Noto, importanti città della Sicilia, terra intrisa di storia e vero patrimonio della civiltà classica.

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Teatro greco: lavori in preparazione della stagione teatrale

Seguendo l’itinerario, ci siamo soffermati a Siracusa e abbiamo visitato il Parco Archeologico della Neapolis.

Le piscine romane sono state la nostra prima tappa. Grande ritrovamento di questa civiltà caratterizzato dalle navate e dalla presenza dei pilastri, dalle volte ad arco e dalle piscine interne, risalgono al periodo bizantino, ma presentano anche impronte di origine greca e medievale.

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Dopodichè abbiamo visitato l’Ara di Ierone, un grandioso altare in stile greco costruito per la volontà del tiranno Ierone. Un tempo era uno degli altari più imponenti e famosi della Grecia, sede di sacrifici e feste serali, costituito da due entrate principali (una per i buoi e l’altra per le persone) e decorato con telamoni.

Distrutto dal terremoto l’altare non è niente in confronto a quello di un tempo, ma ancora oggi è ricordato per la sua maestosità e per la sua religiosità.

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Dopo una breve pausa ci siamo diretti verso il Teatro Greco, costruito dal grande Archimede, ancora in funzione e ora in ristrutturazione. Sede di grandi lotte e spettacoli magnifici, simbolo di purificazione e grande sistema educativo, è la più ampia forma di rappresentazione classica, il vero centro della cultura greca.

Con la sua forma circolare, circondato dal tempio e dal mare, è oggi una vera e propria meta turistica, per la sua atmosfera classica e per la sua magnificenza; un vero e proprio teatro di vita.

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Dalla maestosità del teatro greco, simbolo di libertà e sede della vita greca, ci siamo diretti verso il famoso Orecchio di Dionisio, attraversando un lungo sentiero tra le Latomie (Latomie del Paradiso, per la natura presente, Orecchio di Dionisio), grandi cave di pietra scavate nella roccia dove gli schiavi venivano sfruttati per ricavare dei blocchi di pietra per le varie costruzioni.

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Una tra queste infatti è l’Orecchio di Dionisio, costruito vicino alla grotta dei Cordari, dove grazie all’umidità, era possibile costruire le corde per i pescherecci.

Chiamato così per la sua forma, voluta da Caravaggio, ma in realtà scavata dalla caduta dell’acqua dell’acquedotto, rappresenta una leggenda inventata da lui stesso, secondo cui il tiranno Dionisio ascoltasse attraverso un buco gli schiavi, per paura che tramassero contro di lui. E’caratterizzato da una lavorazione particolare, in cui la pietra è intagliata dall’alto verso il basso con uno scalpello, per permetterle di assumere questa forma ad esse, simile a un vero e proprio orecchio.

orecchio di dionisio (5 immagine)

Dopo essere entrati all’interno dell’orecchio ed aver provato l’ebbrezza di un suono amplificato naturalmente, siamo ritornati sull’autobus e abbiamo fatto rotta verso Noto, città simbolo dell’arte barocca, famosa per la sua bellezza e religiosità.

Sono presenti infatti ben 20 chiese, che presentano vari stili con la prevalenza di quello barocco.

Arrivati in questa splendida città siamo entrati attraverso la Porta Reale, un grande portale in stile barocco simbolo della città che conduce verso la lunghissima via Vittorio Emanuele, costeggiata da meravigliose chiese in stile barocco e numerosi negozi con prodotti tipici del luogo.

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Dopo aver attraversato il magnifico portale, la guida ci ha portati a vedere varie chiese, tra cui la Cattedrale di Noto, vera e propria rappresentazione dell’arte barocca, ricostruita dopo il terremoto del 1990 e sede di magnifici dipinti, tra cui quello del grande pittore Pasquale Frongia, considerato un vero e proprio Michelangelo.

La sua posizione è molto particolare: si trova infatti in opposizione al Palazzo Ducezio, dando vita al contrasto tra religione e politica, senza dipendere l’una dall’altra.

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Lungo il corso abbiamo visitato anche il palazzo Nicolaci e la chiesa di San Francesco all’Immacolata.

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Dopo questa magnifica giornata, siamo ritornati all’autobus, per trasferirci dalla magnifica età Classica alla nostra età post-moderna, conservando queste immagini nel cuore, pronti per il prossimo viaggio nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

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