Le acquasantiere calatine

GIUSEPPE GAROFALO – ASIA MILAZZO 

15/04/2019

Le origini delle acquasantiere risalgono ai templi romani: erano grandi vasche che servivano a purificarsi prima di fare parte ai sacri riti. Tutt’ora vengono utilizzate all’ingresso di un luogo sacro, ad esempio quando si entra in una chiesa cattolica.

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Foto di G. GAROFALO

I materiali e le forme possono variare.  Le acquasantiere a colonna ovvero alte, poggiate su un loro piedistallo e con un piatto che contiene l’acqua, questa forma è risalente alla metà del 700’ in maiolica.  Quelle appese al muro fatte nei primi dell’800’ presentano decorazioni a forma di puttino che regge la conca a forma di conchiglia.

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Foto di G. GAROFALO

Le acquamanile che vengono poste in sacrestia e che aprendo un rubinetto consentono al sacerdote di purificare le mani prima della celebrazione  eucaristica.

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Foto di G. GAROFALO

Le acquasantiere da capezzale risalgono a metà del 700’ ricche di decorazioni tipiche del  periodo barocco e sono affisse al muro. Come ultime le acquasantiere a mensola spesso a forma di conchiglia o di piatto con semplici  decorazioni ma allo stesso tempo eleganti.

Le  opere nelle foto fanno parte della collezione nel Museo Regionale della Ceramica a Caltagirone.

 

 

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