Le misteriose “piramidi dell’Etna”

MARCUS FIGURA

09/01/2019

In buona parte del versante centro-orientale della Sicilia, ai piedi dell’Etna, sorgono delle strutture in pietra lavica realizzate con la tecnica della posa delle pietre a secco, nascoste dalla vegetazione e talvolta all’interno di proprietà private. A base rettangolare o quadrata, con altari sulla sommità e una rampa di accesso in alcune ancora visibile, si tratta di piramidi coniche a gradoni.

immagine 1 - fonte balarm.it
Foto di http://www.balarm.it

Fino a qualche anno fa ne erano state documentate una decina, che incuriosirono l’egittologa francese Antoine Gigal, spingendola a compiere delle ricerche. Con un lungo viaggio di esplorazione, la ricercatrice e la sua equipe sono riusciti ad individuare circa quaranta piramidi che assomigliano ai Sesi di Pantelleria e ai Nuraghi sardi.

Molte di queste strutture sono danneggiate e l’impossibilità di raggiungerle, in quanto situate in terreni privati, rende difficile studiarle e identificarle. In alcune sono visibili delle merlature con doccioni che permettono lo scolo dell’acqua.Le piramidi siciliane risulterebbero appartenere a una stessa epoca e alla medesima civiltà per via delle caratteristiche comuni: la pietra lavica, la cura nel levigare gli angoli, la stessa disposizione spaziale, le rampe che giungono sino alla cima. Le piramidi inoltre formano un cerchio che avvolge il vulcano e potrebbero rappresentare un antico culto dedicato ad esso.

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Foto di http://www.balarm.it

Per l’origine di questi edifici l’egittologa ha proposto due ipotesi. Forse i Sicani, sui quali ancora si deve scoprire molto, ma che certamente occuparono tutta l’isola e le tracce della loro cultura risalgono al III millennio a.C. Oppure gli Šekeleš, una popolazione facente parte della confederazione dei Popoli del mare, che secondo la studiosa Nancy K. Sandars, erano originari della Sicilia sud orientale per il ritrovamento di anfore identiche a quelle scoperte presso Giaffa, ad Azor. Questo popolo si spinse oltre la Sicilia e ciò potrebbe spiegare la presenza delle stesse piramidi anche a Tenerifee nell’isola di Mauritius.

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Piramidi di Güímar, Tenerife
immagine 4 - piramidi nell'isola di mauritius
Piramidi nell’isola di Mauritius

Per molto tempo sono state considerate di recente costruzione e legate alla coltivazione della terra. Secondo il biologo e consulente del paesaggio Fabrizio Meli, infatti, si tratta in realtà di “turrette”, cumuli di blocchi di roccia vulcanica, impilati a secco durante i lavori di aratura e sistemazioni dei terreni per le coltivazioni, e fanno parte integrante del paesaggio agrario etneo da circa duecento anni.

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Foto di wwww.catania.liveuniversity.it

Restano comunque dei manufatti risalenti a molto tempo fa, che andrebbero difesi da eventuali speculazioni edilizie e valorizzati per il loro significato storico e paesaggistico. Lo studio delle piramidi meriterebbe di essere approfondito, ma fino ad oggi non è stato concesso per la mancanza di fondi e la poca disponibilità da parte dei privati cittadini che temono un intervento da parte della Soprintendenza.

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