“Catania risorgimentale” da scoprire

MORENA ROCCARO

27/12/2018

Giorno 17 dicembre, le classi 4E/L e 4F/L si sono recate, con l’ausilio delle docenti Zimone, Riggio e Agri’, presso la cittadella di Catania, per la visita guidata al Monastero dei Benedettini. Arrivano alle ore 9:30 e subito incontrano la guida, con la quale inizia la visita all’interno dell’Università degli Studi di Catania.

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La visita è incentrata sullo “scrittore dei Benedettini”, Federico De Roberto. Lo scrittore di padre napoletano e di madre catanese, nasce a Napoli ma si appresta a realizzare la sua carriera letteraria in Sicilia, appartenendo a diversi circoli letterari. Studia presso l’Istituto tecnico “Carlo Gemmellaro” e ottiene, presso il Monastero dei Benedettini, una formazione scientifica che mai insegue, in quanto già dimostra l’interesse per le lettere. Nel 1894 compone quattro volumi del suo capolavoro “I Viceré”, considerato il vero romanzo storico della Sicilia durante il Risorgimento Italiano. Infatti, inspirandosi alla condizione sociale e politica catanese della seconda metà dell’ottocento, darà vita a un tesoro culturale siciliano che solo oggi è stato rivalutato, considerandolo l’unica fonte attendibile della descrizione del Monastero e della vita stessa dei Benedettini.

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La prima sala visitata è il “coro di notte”, una cappella pubblica che si trovava vicino alle stanze destinate ai conversi, e nello stesso piano delle celle dei monaci. Nel romanzo l’aula indica il peccato della pigrizia degli stessi Benedettini, in quanto lì, celebravano le messe notturne e non volevano girovagare durante la notte per tutto il monastero; a seguito del secondo conflitto mondiale, la stanza è trasformata in un cineteatro a cura dell’architetto Giancarlo Di Carlo. Di sotto la cappella si trova una chiesa consacrata, ormai appartenete allo stato, in quanto non ha più una comunità religiosa e le messe non sono quasi mai celebrate.

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Segue la visita del giardino dei Novizi i quali, non potendo stare in contatto con i monaci che avevano già preso i voti, erano rinchiusi in delle stanze, cui finestre, possedevano davanti una rete che non gli permetteva di uscire se non, con il consenso del monaco maestro.

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La biblioteca del monastero si compone di cinque stanze, non appartenenti al nucleo originario. La leggenda racconta che “I Viceré” siano stati scritti all’interno di questa biblioteca, ma sappiamo benissimo che sono stati composti, durante il soggiorno a Milano di De Roberto.

Procede la visita guidata presso la stanza della cucina, nella quale dominava il sistema delle carrucole che permetteva la discesa dei piatti e il collegamento della cucina con il refettorio dove si consumavano i pasti: oggi corrisponde all’aula magna. Proseguendo dopo la cucina, si trova una lunga scalinata d’uscita: si pensa che il detto “Scendi da Benedetto sali da Nicola”, porti fortuna.

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Le classi, dopo una breve pausa, si recano in piazza Dante Alighieri. La piazza è a semicerchio, voluta così dai Benedettini, per nascondere la debolezza architettonica delle case di fronte, che appartenevano a gente di basso rango sociale.

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Al centro della piazza, sorge la chiesa di San Nicola, una chiesa benedettina fra le più grandi di Sicilia. È una struttura incompleta, perché a seguito del terremoto non fu più ricostruita, infatti, non contiene affreschi. Dopo la restaurazione, a seguito del secondo conflitto mondiale, rimane intatto solo il pavimento e scompare la statua di San Nicola. La cupola è alta 62 metri, il punto più alto della collina di Catania, non superando però il grattacielo della città. La chiesa contiene uno dei più importanti organi d’Europa con 3000 canne, cinque tastiere ed è capace di riprodurre tutti i suoni naturali. Al centro della chiesa si trova la meridiana, in cui si riflette, ogni mezzogiorno, la luce del sole proveniente dallo gnomone in alto, cui spessore sono trenta millimetri. Oggi è utilizzata per cerimonie militari.

Seguendo il tragitto, si arriva di fronte all’anfiteatro romano, alla chiesa di Sant’Agata e alla chiesa dei Cappuccini, dove De Roberto ambientò la prima scena dei Viceré. Quest’ultima, prima convento, è distrutta da un incendio e costruita come palazzo fascista nel 1926. Una delle sale più suggestive è senza dubbio la cosiddetta “sala delle grida”, nella quale avveniva la contrattazione dei beni.

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La birreria svizzera, nel centro storico di Catania, è molto importante per la sua funzione come caffè letterario, per gli intellettuali del tempo, tra cui Capuana, Verga e lo stesso De Roberto. Non solo, ma fungeva anche da bar, dove si beveva la famosa birra proveniente da Monaco. Oggi in maniera simpatica è stato realizzato un disegno per ricordare il centro di cultura del tempo.

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Si arriva in Piazza Università, dove sorge l’università più antica della Sicilia, l’Università Degli Studi. Prima fungeva da palazzo, di quei nobili signori che nei Viceré sono incarnati dalla famiglia nobile catanese degli Uzeda di Francalanza, discendente da antichi Viceré spagnoli. Il palazzo sarà conquistato dal credito siciliano per poi diventare università, nel novecento. All’interno si trova il teatro Macchiavelli. La piazza presenta quattro lampadari, ognuno dei quali rappresenta una leggenda siciliana tra cui quella di Colapesce, una delle  più note tra le fiabe siciliane.

foto4 istituto luceGiungiamo nella chiesa di San Placido, nell’omonima piazza nel quartiere Civita. La chiesa presenta un prospetto barocco con un movimento concavo e convesso. Oggi prende il nome di Palazzo della Cultura mentre anticamente fungeva da convento per le suore benedettine. All’interno è presente un giardino, incamerato dallo stato come caserma, nel novecento.  Esternamente mostra tre piani e internamente solo due poiché si voleva uniformare il convento a tutti i palazzi intorno, quindi è presente solo il prospetto del terzo piano e ciò garantiva una protezione massima alle suore. Nel 1693 a causa del terremoto, il convento fu raso al suolo, eccetto un pezzo di balcone all’interno del giardino, il quale apparteneva al palazzo dei Platamone, che donarono il luogo al convento.

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Infine all’interno del palazzo stesso, alle ore 16:00, è esposta una mostra artistica sull’impressionismo, accompagnata da un documentario sui maggiori esponenti del movimento artistico che ha caratterizzato il secolo dei due conflitti mondiali.

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