G. Francese: “Credo nei giovani, avete un ruolo fondamentale nella società”

Gloria Trombino – Morena Roccaro

22/11/2018

Giorno 22 novembre gli alunni del Liceo Bonaventura Secusio, della Redazione del SecusiOnline, sono stati ricevuti dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Prof. Giulio Francese, presso la sede regionale dell’Ordine a Palermo, sita in Via G. L. Bernini 52, in una villa confiscata alla mafia trasformata “Da cittadella mafiosa a cittadella della legalità“.

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Foto di S. PICONE

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L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività di formazione relative ai rispettivi progetti di ASL,  “Costruiamo un giornale”, e di “Gestione di una libreria 

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Foto di S. PICONE

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Il Presidente dell’ODG di Sicilia, Giulio Francese, figlio di Mario Francese, cronista ucciso dalla mafia, apre il dibattito: ”Mio padre aveva raccontato l’ascesa degli affari  e le strategie feroci che i mafiosi avevano messo in pratica nei territori corleonesi e palermitani. Mio padre è stato ossessionato dai corleonesi, che successivamente lo uccidono, perché considerato pericoloso.

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Mio padre era un computer umano, ogni volta che sentiva dire un nome catalogava quella persona. Nell’84 comincia la mattanza della mafia, ogni giorno a Palermo c’era una persona morta. I corleonesi sono diventati i capi di Cosa Nostra. La mattanza si conclude nel ’93. Dai giornalisti si passa all’intimidazione dei sacerdoti, uno di questi fu Padre Pino Puglisi, ucciso barbaramente dalla mafia.

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Parlando della funzione che ha questa sede dell’Ordine di giornalisti, noi abbiamo come obiettivo quello di puntare alla verità nel rispetto della dignità umana, abbiamo un’etica di comportamento da rispettare, dal punto di vista simbolico che precedentemente aveva questa villa, sicuramente siamo contenti di aver trasformato questa realtà, con un’altra finalità”.

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Segue poi la presentazione da parte del Prof. Paolo Buttiglieri, che introduce il percorso svolto dall’alternanza scuola-lavoro di Giornalismo:” Il primo anno abbiamo svolto un corso di formazione sulle tecniche di Giornalismo e la deontologia, e l’anno successivo abbiamo creato la testata SecusiOnline, giornale online, a cui si è agganciato il progetto di alternanza “Costruiamo un giornale online”.

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Foto di S. PICONE

Il motto che sintetizza le finalità del giornale: Vedere, Sentire, Comunic@re. Abbiamo voluto lavorare anche sull’aspetto culturale, organizzando delle conferenze nel 400esimo anniversario dalla morte di Bonaventura Secusio, da cui la nostra scuola prende il nome, noto per le grandi capacità diplomatiche e per il suo impegno pastorale nel ruolo di vescovo di Patti, arcivescovo di Messina e infine vescovo di Catania. Al quale, in tale occasione abbiamo intitolato il nostro progetto: “Bonaventura Secusio, cronista di pace

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Giulio Francese in seguito afferma:” La stampa in questo periodo sta vivendo un periodo difficile, dato che la gente è sempre meno informata, anche a causa della circolazione di notizie false, chiamate “fake news”. Il giornalista invece è in grado di riportare la verità della realtà e delle situazioni che accadono, essi si fanno interpreti di questa mediazione della notizia, questo perché vi è una professionalità. Credo moltissimo nei giovani e nella loro energia e capacità. Di solito si parla di giovani indifferenti e impassibili a tutto ciò che accade, ma in realtà io credo che con la loro grinta possono scalare le montagne, anche perché hanno moltissime abilità in campo tecnologico. Voi giovani avete un ruolo fondamentale nella società. Noi da cinque anni abbiamo aperto l’iniziativa di Mario Francese alle scuole, proprio per capire come si informa e il perché non si legge più il giornale come una volta, oppure quali sono le vie di comunicazione dei giovani al giorno d’oggi.

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Vogliamo scoprire cosa piace ai ragazzi, quali informazioni vogliono ricevere e quali informazioni apprezzano di più. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare, perché capire il mondo in cui viviamo e siamo immersi è fondamentale, perché siete protagonisti della realtà che vi circonda, è una cosa che dovete capire, e avendo un giornale tramite cui si può ricevere informazioni e comunicarle è un mezzo potente. Il giornalista non deve solo inseguire la politica e temi di attualità ma di raccontare la storia di persone, fatti positivi, e ciò che viviamo. Mi aspetto molto dai ragazzi, il vostro pensiero conta ed è importante, abbiamo bisogno dei vostri stimoli. Ricordo anche la mia energia positiva quando ero giovane, anche se ero da solo, perché sia mio padre che mio fratello morirono. Mio fratello, giornalista anche lui, si suicidò a soli trentasei anni, perché non sopportava il peso del dolore, ma questo mi ha dato maggiore grinta per proseguire lungo la mia strada, parlando e ricordandomi dopo quarant’anni ancora di lui”.

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Foto di S. PICONE

In seguito il Prof. Buttiglieri porta i saluti della Dirigente scolastica Concetta Mancuso.

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Prosegue il Presidente UCSI, Domenico Interdonato, che racconta la sua esperienza dell’alternanza scuola-lavoro di giornalismo:” I ragazzi che ho conosciuto, hanno molta creatività, interesse e amore per quello che fanno, sono sempre attivi e indipendenti. I giovani di oggi non conoscono il giornale, non lo leggono, perché nessuno gli ha proposto di leggerlo e di sapere come è strutturato. Oggi leggiamo solo ciò che è scritto online, come per esempio quando è stato eletto il primo governo social”.

Interviene Giulio Francese dicendo che al giorno d’oggi non esiste solo la mafia, ma una cultura mafiosa che va oltre, e quindi attuando l’omertà e il silenzio. Anche dei medici che non hanno ascoltato la mafia, sono stati uccisi, perché hanno salvato quelle persone piuttosto che ucciderle.

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Foto di S. PICONE

 

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Foto di S. PICONE

Iniziano le domande degli studenti.

Cosa ne pensa delle informazioni che provengono dai social network?

“Credo che anche se non si legge il giornale, le persone sanno tutto di tutti, non distinguendo le informazioni corrette da quelle avventate, basate su commenti online. La gente dovrebbe prima accertarsi sulle informazioni che riceve, perché la comunicazione è molto importante e quando si diffondono fake news diventa davvero un problema, ma lì dipende da ciascuno di noi, se vogliamo ricorrere ad una comunicazione professionale oppure se vogliamo credere a tutto ciò che ci viene detto su internet”.

Lei consiglierebbe di mettere un freno a chi pubblica notizie sui social, diffamando altre persone?

“Penso che bisogna capire che vi sono dei limiti, perché i social hanno come scopo quello di diffamare chiunque vada contro le proprie idee”.

Non si potrebbe proporre una legge che distingue informazioni vere da quelle false dei social networks?

“Il Parlamento decide le leggi, ma ovviamente a loro non conviene, perché vogliono gestire le informazioni come vogliono. L’ordine ha proposto ma è stato rifiutato e anche schernito da alcuni ministri, ecco perché l’ordine ha bisogno di modernizzazione e di progresso, e dovrebbe essere apprezzato piuttosto che limitato”.

Perché c’è questo odio verso la professione dei giornalisti?

“La vera domanda è perché c’è tanto odio nella nostra società. Non c’è rispetto, dialogo. Evidentemente facciamo un mestiere scomodo, perché raccontiamo la verità, e la verità fa male. Io mi chiedo una cosa, ma la società civile cosa fa? Dopo tantissime morti in Sicilia, non ho mai visto la società civile schierarsi dalla parte del paese”.

Qual è il modo più concreto per risolvere il fatto che la gente crede più ai social networks piuttosto che a figure professionali che si occupano di giornalismo?

“Chi scrive sui social networks alimenta quel clima di odio, alla quale voi dovreste dire basta. Voi siete una generazione che deve andarsene via da questa nazione poiché hanno distrutto tutto quello che avevano da distruggere. Voi dovete vedere oltre, ciò che noi non possiamo vedere”.

Lei come descriverebbe la figura del giornalista al giorno d’oggi?

“Un artigiano della notizia”.

Esiste una libertà di stampa assoluta o relativa?

“Assoluta, perché è un diritto e un valore, e quando uno entra in possesso di determinate notizie deve darle e deve riferirle”.

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Foto di S. PICONE

Interviene successivamente la Prof.ssa Zimone che presenta il suo progetto di alternanza scuola-lavoro presso una libreria, che ha avuto l’opportunità di ospitare differenti giornalisti e scrittori che hanno raccontato la loro esperienza. Conclude ribadendo l’importanza della lettura e del passaggio delle informazioni che parte soprattutto dalla scuola.

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In seguito Giulio Francese ricorda i giornalisti, vittime della mafia, dicendo che loro sono stati sempre coerenti e consapevoli di morire da un momento all’altro, a causa della mafia che uccide a tradimento e che non ha valori ma ha solo un’arma, mentre invece i giornalisti sono sempre stati armati solo ed esclusivamente dal potere della parola.

Il Consigliere Ucsi di Messina, Rosario Lo Faro presenta il progetto e l’iniziativa di volontariato a Messina anche grazie all’utilizzo di un giornale online.

Conclude il Prof. Paolo Buttiglieri ringraziando  il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Giulio Francese, il Presidente Domenico Interdonato dell’Ucsi Sicilia, la prof.essa Concita Zimone, il Consigliere UCSI di Messina, Rosario Lo Faro e gli Studenti presenti.

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Foto di S. PICONE

Termina l’incontro alle 12:30 con la  “Stipula del protocollo d’intesa”,  un patto con l’Ordine dei Giornalisti, che consentirà ai ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro di Giornalismo e a tutti gli studenti del Secusio di partecipare al concorso e alla consegna del premio Giornalistico nazionale “Mario Francese” che si terrà il 26 gennaio a Palermo.

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Foto di S. PICONE

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Foto di S. PICONE

 

LEGGI l’articolo pubblicato dal sito dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia

http://www.odgsicilia.it/news/scheda.asp?M=48&SB=24&ID=685#.W_sEQ-a_PUQ

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