AIRC, S. Pece: “Restare e ricercare”

GIULIANA SCALZO – GIACOMO GRIMALDI

15/11/2018

Venerdì 9 novembre 2018 alle ore 9:00, le classi quinte dell’Istituto Superiore Bonaventura Secusio si sono recate presso l’aula magna della sede centrale per assistere alla conferenza intitolata “Nuove frontiere della ricerca sul Cancro – Prevenzione e stili di vita sani”, organizzata con l’aiuto dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in occasione dei loro “Giorni della Ricerca”.

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Presenti in aula: la dott.ssa C. Mancuso, Dirigente Scolastico dell’Istituto; il Primo cittadino, G. Ioppolo; la sig.ra M. Pavone, delegata del Comprensorio Sud-Simeto dell’AIRC; la dott.sa S. Di Gregorio, ricercatrice calatina; e il dott. S. Pece, professore associato di Patologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia agli Studi di Milano e membro del programma di Medicina Molecolare dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) con coordinamento delle Infrastrutture di ricerca tradizionale.

L’incontro si apre con il saluto della Dirigente Scolastica che ne sottolinea l’importanza, dopo aver presentato i relatori. “La salute è il bene più prezioso che abbiamo –continua la preside – “e viene prima di ogni cosa”. Poi continua specificando che già dai banchi di scuola tutti noi alunni apprendiamo le basi fondamentali della salute fisica e mentale e che un incontro come questo non fa altro che accrescere la nostra esperienza.

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A sostenere queste parole ci sono quelle del Sindaco di Caltagirone, ex alunno del nostro liceo, in cui a 14 anni ha incontrato la politica per la prima volta. “Alla vostra età il mondo si prende a pugni. L’ipotesi di una malattia sembra lontana”, ma bisogna comunque prevenire ogni male e condurre una vita sana.

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La parola passa poi alla sig.ra Maria Pavone, che opera sul territorio organizzando conferenze con persone di un certo calibro, come in questo caso. La nostra scuola riceve da lei l’appellativo di “protagonista nella Giornata della Ricerca”, poiché siamo uno degli 80 istituti italiani RICERCA-FRIENDLY, che sostengono cioè questo tipo di iniziative. Sottopone dunque all’attenzione dei presenti le parole del prof. Vigneri che testimoniano l’impegno della nostra regione nel supportare l’associazione. La Sicilia è infatti al quarto posto per l’importo di donazioni. Con le varie iniziative promosse dall’AIRC (Azalee, uova di Pasqua e Cioccolatini) ha totalizzato nel 2017 circa 900.000 euro, di cui la maggior parte dalle scuole. In 50 anni sono stati raccolti 1.300.000.000 euro “dal cuore di ognuno di noi”, di cui 14 centesimi allo Stato e 86 centesimi alle Ricerca. Invitando a svolgere delle attività di volontariato, conclude con una citazione di un discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella di due settimane fa: “Ricerca e solidarietà insieme esprimono un alto potenziale di forza culturale e morale, che costituisce un patrimonio per l’intera società.”

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Di origini campane, ma ambientato a Milano, per la seconda volta a Caltagirone e per la terza in Sicilia, il prof. Salvatore Pece ha da subito espresso la sua ammirazione e gratitudine nei confronti dell’AIRC, grande fonte di sostenimento della ricerca, che nel 2015 ha raccolto più fondi del Governo per le donazioni. Per il suo discorso si è servito di un supporto multimediale, molto gradito dagli studenti. Per lui “il cancro è un grande problema sociale”, infatti:

  • 1 uomo su 2 si ammala di cancro
  • 1 su 6 alla prostata;
  • 1 su 13 ai polmoni e ai bronchi (causa principale fumo);
  • 1 su 19 al colon o al retto.
  • 1 donna su 3 si ammala di cancro
  • 1 su 8 al seno;
  • 1 su 16 ai polmoni e ai bronchi (causa principale fumo).

Le statistiche mostrano che negli anni i casi di tumori causati dal fumo maschile sono di gran lunga maggiori rispetto a tutti gli altri e sono maggiori anche rispetto a quelli delle donne. Un punto di flesso della curva si ha negli anni ’70, quando l’abitudine della sigaretta si è diffusa anche nelle donne. Un’altra importante curva si ha per il cancro allo stomaco, che aumenta negli anni ’50 con l’invenzione del frigorifero e la diffusione degli alimenti in scatola o surgelati. Proprio dagli anni ’70 è stato registrato un incremento costante dei decessi dovuti al cancro. Dopo gli anni ’90, con i loro progressi, i ricercatori hanno “cominciato a migliorare le statistiche” –spiega il prof. Pece.

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Proprio per questo è importante fare attenzione ai nostri stili di vita e avere cura del nostro corpo. “Dovete sapere che ogni atto avrà una conseguenza. […] Dovete proteggere il genoma e proteggere anche l’anima, il vostro corpo, il vostro santuario.” –afferma il professore.

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Bisogna lottare contro chi e cosa sta avvelenando la nostra realtà e la nostra quotidianità, assumendo degli stili di vita corretti. Fondamentali sono una sana alimentazione, praticare attività fisica, prendere precauzioni quando si sta al sole, non fumare e fare attenzione all’alcol.

Spiega in seguito che la storia del genoma si caratterizza di tre momenti principali:

  • Nascita della vita e del DNA più di 2 mila milioni di anni fa;
  • Creazione dell’alfabeto dell’intelligenza;
  • Era post-genomica: l’alfabeto dell’intelligenza viene utilizzato per la prima volta per studiare il DNA (lo studio appare per la prima volta nel 2000 su Nature 2000, dove viene pubblicata l’intera sequenza di un DNA, a seguito di più di 15 anni di lavoro).

Partendo da questa suddivisione della storia del genoma e dell’essere umano, ha lanciato un importante messaggio: “Oggi, la ricerca non finisce qui. La ricerca inizia qui. Noi abbiamo letto, voi dovete comprendere.”

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Come chiarisce il relatore, il lavoro dello scienziato non ha nulla in più rispetto a quello di un medico o di qualunque altro mestiere. “Noi siamo artigiani, scienziato si scrive con la S minuscola”. Paragona inoltre il DNA a una grande biblioteca, i cui libri non possono essere letti tutti nemmeno sommando due vite di una sola persona. Le conoscenze degli scienziati di oggi si fermano ad appena uno scaffale di questa libreria, dunque bisogna continuare a leggere, studiare e ricercare. “I tempi di obsolescenza della coscienza sono talmente rapidi che il nostro lavoro richiede un continuo aggiornamento”.

Parlando del DNA poi, chiarisce che noi esseri umani differiamo l’uno dall’altro per lo 0,01%. Perciò se è vero uguali per il 99,99%, tutti dobbiamo essere considerati alla pari. Siamo tutti uguali.

Il cancro è una malattia genetica” e i metodi di approccio a questa malattia utilizzati nel passato sono stati molto limitati. Prima del 2000, si pensava ad esempio che i tumori al seno fossero tutti uguali. Oggi, possiamo affermare che “i tipi di tumore al seno sono tanti quanti i casi” e grazie alle scienze ohmiche “siamo in grado di avatarizzare i pazienti.” Novità assoluta è la scoperta dell’eterogeneità tra pazienti e quella tra cellule tumorali di uno stesso paziente, prova che il tumore è molto complesso.

Tra le cellule di tumore esiste una vera e propria gerarchia, all’apice della quale ci sono le cosiddette “api regine nere” che vanno attaccate per debellare l’insorgenza e la diffusione della malattia.

Alla fine del suo discorso, presenta un’immagine: una donna che spazza via le foglie, una statua e un graffito che rappresenta delle stelle tra i due. Di giorno la situazione sembra non avere senso, di notte, l’ombra della statua che ritrae un seminatore di grano, simbolo dell’antico regime sovietico a Kaunas in Lituania (dove è ubicata la statua), lo fa diventare a tutti gli effetti un seminatore di stelle, che sono immortalate dal graffito. Poi fa riflettere sulla formula più celebre della fisica: E=c formula utilizzata per la creazione delle bombe atomiche, ma anche per l’invenzione della risonanza magnetica e della TAC. Lo scopo è quello di fare capire ai presenti che nella vita bisogna cambiare il punto di vista e scegliere da che parte stare perché è sempre possibile. Si può scegliere di definire la fotografia banale o si può aspettare la notte per capirne il significato, come si può scegliere di utilizzare la scienza per creare armi mortali o metodi per guarire possibili pazienti.

Un discorso che ha toccato tutti gli ambiti della conoscenza, dalla religione alla filosofia, dalla letteratura alla chimica. Tra ironia e cultura i ragazzi sono rimasti quasi a bocca aperta e hanno applaudito con ardore al prof. Salvatore Pece, ringraziandolo del suo chiaro ed efficace intervento.

Altra importante testimonianza è quella della dott.ssa Sandra Di Gregorio, calatina che si è appassionata alla scienza proprio grazie a una professoressa che oggi insegna nel nostro liceo, prof. R. Pignataro. La ricercatrice ha sottolineato come sia importante continuare a coltivare questa passione e come sia fondamentale il nostro aiuto tramite le donazioni, non tanto per il suo stipendio, quanto per la possibile guarigione di più pazienti possibili. I risultati dello studio di ricerca di Catania per cui lavora lei a cui oggi si è giunti sono notevoli: la somministrazione di un solo farmaco per curare i pazienti malati di leucemia; e la scoperta del profilo molecolare del tumore ai polmoni che permette di decidere quali cure sono più adeguate per la cura dei pazienti.

Ciò che acquista maggiore importanza per lei è “restare e ricercare”, perché anche se la Sicilia può sembrarci il posto meno adatto per la ricerca, “anche i nostri malati hanno bisogno di essere curati” ed esistono anche qui queste realtà. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire e operare dalla nostra terra.

Prima del suono della campana della ricreazione che avrebbe segnato la fine dell’incontro, lo spazio è stato lasciato ai presenti per presentare delle domande ai relatori.

Il professore G. Palazzo, docente di scienze naturali, domanda se c’è un legame tra l’argomento discusso finora e l’assegnazione del Premio Nobel ricevuto per lo studio oncologico. Il prof. Pece, ammette che non sia strettamente legato, ma che anche lo studio delle immuno-cellule è di notevole importanza.

Due ragazzi della redazione del nostro giornale SecusiOnline (Ichrak Mtir 5^CL e Giacomo Grimaldi 5^EL) pongono alcune domande al professore. Innanzitutto se esistono dei sintomi del tumore. Domanda a cui, a malincuore, i relatori rispondono di no. I tumori purtroppo vengono individuati solo quando la crescita tumorale ha ormai alterato alcune funzioni del nostro organismo. Ma entrambi sottolineano che esistono comunque delle prevenzioni, come gli screening per la prevenzione o un test con esame del sangue. Poi la differenza tra le definizioni di tumore benigno e maligno. I due termini infatti condividono soltanto il nome tumore, che deriva dal greco tumor, ossia rigonfiamento, ma tra loro non c’entrano nulla. L’incisione o meno dell’alimentazione vegana sul cancro, che a parere del prof. Pece non favorisce né protegge dall’insorgenza della malattia. “È più importante mangiare di tutto e sano”. E infine quale sia il motivo che spinge il professore a continuare il suo lavoro. Ironica è la risposta “perché è l’unica cosa che so fare!” Ma poi aggiunge che lo soddisfa molto poter condividere con noi i suoi risultati e farci capire quanto è importante la ricerca. Lo scopo è far appassionare qualcuno e lasciare che continui la ricerca.

Altro intervento è quello di Pio Pagano della 5^AC che ringrazia i relatori per la loro chiarezza e per essere dei validi e perfetti modelli seguire per noi studenti, soprattutto per chi vorrebbe intraprendere gli studi di medicina.

Ultimo intervento è quello della prof.ssa Milazzo, docente di inglese, che ringrazia tutti con un “God bless you” (Dio vi benedica) tipico della sua materia.

“Aspiriamo ai più alti livelli della conoscenza, appassioniamoci e puntiamo sempre più in alto” questo è il motto di congedo della nostra Dirigente Scolastica. “Ognuno con le sue competenze è utile per collaborare nella ricerca” questo ci ricorda e ci raccomanda il professore Pece.

 

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