Asia Argento, vittima o carnefice?

REDAZIONE SECUSIONLINE

27/08/2018

Intorno all’attrice e sceneggiatrice italiana Asia Argento è recentemente scoppiato uno scandalo legato alle accusa di violenza sessuale nei confronti di dell’attore statunitense Jimmy Bennett.

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A sbalordire ancora di più il pubblico è l’apparente incoerenza dell’attrice, che da parecchi anni lotta per denunciare le violenze di Harvey Weinstein. Infatti la donna è stata una delle numerose attrici che avevano accusato il fondatore della Miramax, asserendo di essere stata violentata per la prima volta nel 1997 quando aveva 21 anni. Weinstein è stato incriminato a New York per sei reati, tra i quali lo stupro, ma nessuna delle accuse è legata al rapporto con l’attrice, che i suoi avvocati hanno definito consensuale. Le denunce della Argento, che l’hanno vista emergere come eroina del movimento Me Too, hanno portato Bennett a farle causa, chiedendo 3,5 milioni di danni, sostenendo che questa violenza avrebbe compromesso la sua carriera e causato la sua caduta in bancarotta. Si pensa che dietro le accuse di Bennett si celi un unico interesse economico dato che Bennett aveva denunciato i suoi stessi genitori per avergli sottratto i guadagni.

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La conoscenza dei due attori è da rimandarsi a parecchi anni prima, al 2004, quando hanno recitato insieme come madre e figlio nel film “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”.

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La cosiddetta violenza è probabilmente avvenuta il 9 maggio 2013, quando Asia aveva invitato Jimmy nella sua stanza dell’hotel Ritz Carlton di Marina del Rey. All’epoca il ragazzo aveva 17 anni, mentre lei 37. Inoltre alla redazione del New York Times è stata recapitata una foto che ritraeva i due nudi nella camera d’hotel. L’attrice si è ritrovata costretta a pagare una grossa somma come risarcimento per i danni psicologici causati al giovane attore, somma che ammonta a circa 380 mila euro, come dichiarato dal New York Times.

 

 

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