L’Italia piange le vittime del ponte di Genova

LIDIA RIBAUDO

17/08/2018

Il 14 agosto 2018, alle 11:36 il ponte Morandi di Genova crolla causando 43 morti, 16 feriti e 600 sfollati.   La parte del ponte crollata è la sezione che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, sezione lunga circa 200 metri e sulla quale si trovavano circa 30 vetture oltre che due mezzi pesanti. Il crollo del viadotto ha sfiorato i capannoni di Ansaldo Energia, industria di impianti energetici italiana. L’ingresso si trova sotto il viadotto ma la sezione del ponte crollata è precipitata su un parcheggio e su un’isola ecologica dell’Amiu, colpendo i due lavoratori rimasti uccisi.

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Al momento la struttura commissariale d’emergenza ha dichiarato l’urgenza con la quale la parte est del ponte attualmente pericolante deve essere abbattuta o messa in sicurezza. Il governatore della regione Liguria, Giovanni Toti si esprime dicendo: “Occorre sicuramente demolire il moncone nei tempi più brevi possibili, uno per garantire sicurezza anche se oggi l’area è evidentemente sgomberata e dunque nessun essere umano corre alcun rischio, due perché senza la demolizione non riparte la ricostruzione”.

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Il prefetto di Genova, Fiamma Spena aggiorna così sulla vicenda: “Ci siamo riuniti per vedere se ci fossero attività da fare in via precauzionale. Il Comune è stato informato, ma gli scenari evidenziati erano già stati censiti, quindi non c’è al momento l’esigenza di allargare l’area rossa, salvo ulteriori indicazioni da parte dei tecnici. C’è una continua vigilanza all’area rossa e resta sospeso il prelievo dei beni personali dalle case degli sfollati”.

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La società Autostrade annuncia la proposta di un piano di sostegno a favore delle famiglie delle vittime e di coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Tra le proposte anche quella della costruzione di un nuovo ponte in acciaio che, da quanto affermato, potrebbe essere pronto in otto mesi. L’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci non riconosce responsabilità per il crollo, affermando: “I dubbi sullo stato di manutenzione del ponte mi dicono che erano stati superati. Ma verificheremo e daremo tutto il nostro sostegno alla magistratura. La nostra rete è sicura”. Nel frattempo la prefettura ha stabilito lo stanziamento di altri 38 milioni di euro per l’emergenza.

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