Addio a Rita Borsellino

LIDIA RUBAUDO

16/08/2018

Attivista e politica italiana, europarlamentare del partito democratico, Rita Borsellino si è spenta dopo una lunga malattia lo scorso 15 agosto a Palermo, sua città natale, all’età di 73 anni.

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Sorella del giudice Paolo morto assassinato nel 1992, ha sempre portato avanti la sua lotta antimafia in modo silenzioso ma pungente. In giro per scuole, anche materne ed elementari, il suo obiettivo era far sì che tutti, a partire dai bambini, iniziassero a prendere coscienza nell’impegno sociale.

Morta a Palermo Rita Borsellino

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha definita “una testimone autorevole e autentica dell’antimafia e un punto di riferimento per legalità e impegno per migliaia di giovani”. Farmacista e madre di tre figli, Rita Borsellino ha passato la propria vita nel tentativo di far emergere la verità sulla morte del fratello Paolo e di coinvolgere i più giovani nella sua lotta contro la mafia e l’omertà.

GEORGIA-ITALY-DIPLOMACY

In un’intervista di Tv2000 del 2014, infatti, dice:

“Quante volte mi sono chiesta: dove sono finite quelle persone da cui mi sono sentita coinvolgere. Anche io che ero stata nel silenzio, non certo nell’omertà, ma nel silenzio per tanti anni, rimanendo a guardare quello che Paolo faceva, pensando che questo bastasse. È stata la reazione dei palermitani che mi ha trascinato, mi ha spinto, mi ha coinvolto, mi ha stupito. Tante volte mi sono chiesta dove fossero tutte quelle persone o tutti i ragazzi che ho incontrato in giro per l’Italia. Quando sono scoraggiata mi sento quasi di dire che non è cambiato molto, ma non è così: quando riesco ad essere obiettiva so che ci sono tutti; intanto ci sono quelli nuovi, e se ci sono tutti questi ragazzi che non erano neanche nati nel 1992 e oggi sono forse i custodi più veri della memoria, vuol dire che ci sono stati adulti che questa memoria gliel’hanno consegnata. […]Forse non è più tempo di catene umane e fiaccolate; allora avevamo bisogno di guardarci, di contarci, di sapere che c’eravamo e che eravamo tanti, questo ci dava coraggio. Oggi credo che la maggior parte di quelle persone, quel ricordo e quella memoria ce l’hanno nel cuore, la custodiscono e la vivono nelle attività e nelle scelte di tutti i giorni”.

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