Bonaventura Secusio, illustre cittadino calatino

BENEDETTA MESSINEO

03/07/2018

Dobbiamo ricordare i nostri illustri cittadini”. Esordisce così Gino Ioppolo, sindaco di Caltagirone, per dare inizio alla commemorazione del quattrocentesimo anno dalla morte di Bonaventura Secusio, tenutasi il 7 Aprile a partire dalle ore 17.00 nella sala di rappresentanza del municipio della città natale di questo importante personaggio storico.

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In seguito all’ascolto degli inni indiano, europeo, francese, spagnolo e, infine, italiano, Ioppolo menziona anche un’altra figura rilevante nella storia la cui città natale è proprio Caltagirone: Luigi Sturzo.

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“Dobbiamo sentirci legati alle nostre tradizioni, alla nostra cultura e al nostro territorio”. Il sindaco conclude in questo modo la sua breve introduzione.

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A prendere la parola subito dopo è Monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, il quale ha simpaticamente sottolineato la sua volontà di apprendere le modalità in cui un suo “collega” ha operato in passato.

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“Questo non è solo il 400centesimo anno dalla morte di Secusio, ma anche il 100esimo dalla fondazione del Lions Club, avvenuta negli Stati Uniti”. A sottolinearlo è proprio Salvatore Ingrassia, presidente di questa associazione nella sede di Caltagirone.

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Sabrina Mancuso, lì presente in doppia veste, assessore alle politiche sociali, ma anche dirigente scolastico dell’Istituto Superiore Bonaventura Secusio, il cui corso di giornalismo è presente all’incontro, afferma di essere orgogliosa del nome a cui è intitolato l’istituto che presiede e, ritenendolo doveroso, ricorda il 27 Aprile del 1865, data in cui esso è stato dedicato al personaggio in questione.

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Antonio Navanzino, presidente della società calatina di arte e cultura, conclude la prima parte del seminario, dedicata alle introduzioni, parlando dell’argomento più affine al suo ambito lavorativo, ovvero i rapporti che Secusio ebbe con Caravaggio.

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Il primo ospite esterno a intervenire è Stefano Brancatelli, delegato vescovile della diocesi di Patti, il quale sottolinea l’importanza del ruolo pastorale di Secusio, che è stato “propedeutico” per i suoi successi in ambito diplomatico e sociale. “Secusio è stato un vescovo post-tridentino e a Patti, dal 1601 al 1605, si è occupato proprio di far applicare i decreti di Trento; il più importante di questi è rappresentato dall’istituzione delle parrocchie”.

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A seguire Monsignor Cesare di Pietro, lo scorso mese nominato  Vescovo ausiliario della diocesi di Messina, parla dell’importanza che Bonaventura diede al seminario nella città di Messina. “Fu un mecenate e un uomo di cultura e aiutò economicamente il Caravaggio, fuggiasco da Roma”.
Caravaggio in questa località dipinse due quadri, ancora oggi custoditi nel museo regionale di Messina: “L’adorazione dei pastori” e “La resurrezione di Lazzaro”.

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Gaetano Zito, rappresentante della diocesi di Catania, dice che l’attività di Secusio in tale territorio è durata dal 1609 al 1618, periodo di tempo in cui egli si dedicò alla costruzione di un seminario, si impegnò per garantire una completa formazione ai seminaristi, istituì in cattedrale il maestro cappellano e fece costruire la cappella del Santissimo Sacramento con il tabernacolo.

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Enzo Nicoletti, storico di Caltagirone, mette in campo le abilità diplomatiche di Bonaventura Secusio parlando del suo impegno nell’effettuare le trattative di pace tra Francia e Spagna.

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Poi il frate dell’ Ordine dei minori, Vincenzo Piscopo realizza un parallelismo fra il personaggio in questione e San Francesco d’Assisi. Secusio infatti ha riformato il senso di fede a tal punto che nel 1614 fondò ad Acireale un convento di Frati francescani “e proprio qui nacquero le basi di quello che oggi è il Francescanesimo nel nostro territorio”.

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In conclusione Giacomo Pace Gravina, mediante l’utilizzo di un power point espone la biografia e la carriera di Secusio in Italia, nelle Fiandre, in Spagna e in Francia.

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DSC_0198.jpgDSC_0182.jpgDSC_0215.jpgDSC_0206.jpgDSC_0222.jpgDSC_0175.jpgDSC_0069.jpgAlle ore 20.00, in seguito alla consegna di piatti in ceramica raffiguranti il volto di Bonaventura Secusio ai relatori, si conclude il seminario dedicato all’uomo, al pastore e al diplomatico “illustre cittadino calatino“.

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DSC_0058.jpgDSC_0059.jpgDSC_0064.jpgDSC_0066.jpgDSC_0067.jpgDSC_0068.jpgDSC_0254.jpgDSC_0244.jpgDSC_0263.jpgDSC_0275.jpgDSC_0273.jpg

VIDEO INTERVISTA SECUSIONLINE

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