Matteo Salvini, censimento Rom

ICHRAK MTIR

20/06/2018

Il neo-ministro dell’Interno; Matteo Salvini ha proposto un censimento delle popolazioni rom residenti in Italia, “una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un’anagrafe”, sottolineando di puntare alle espulsioni degli irregolari e dichiarando: “Quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”.

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La proposta avanzata da Matteo Salvini ha creato un’accesissima polemica e durissime sono state le reazioni politiche. A parte il plauso della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel centrodestra i commenti sono per lo più di distinguo e rimangono pressoché neutrali, ma da sinistra numerosi sono le accuse e le contestazioni. “Il censimento per razza non possiamo permetterlo. In questo Paese lo abbiamo già avuto e allora c’era di mezzo anche la mia famiglia. Le persone si possono dividere per le loro condotte, per il loro comportamento, per le loro scelte, non per la loro nascita. Non è andata a finire bene, 80 anni fa, non riprovateci”, ha commentato il deputato del Partito Democratico; Emanuele Fiano.

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L’Ue avverte: “Esiste lo stato di diritto”, ma Salvini non abbandona l’idea di predisporre un censimento delle popolazioni Rom residenti in Italia:
“Censimento dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto! Prima gli italiani e la loro sicurezza”, scrive sui social ribadendo l’intenzione di andare avanti con il proprio proposito.

Duro anche il commissario europeo Pierre Moscovici, che ricorda l’esistenza dello Stato di Diritto a Salvini: “Anche se interferire negli affari interni di un Paese, commentare questa o quell’altra dichiarazione scioccante o raggelante, può essere una tentazione a cui è estremamente difficile resistere, resisterò con tutte le forze. La Commissione Ue eserciterà le sue competenze con le regole di cui dispone. Regole in materia economica e finanziaria ma anche per quanto riguarda lo stato di diritto. Sono le nostre regole comuni e vanno rispettate da tutti”.

Su Twitter è intervenuto l’ex premier, Paolo Gentiloni: «Ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo». E il presidente del PD, Matteo Orfini: «Se proprio vogliamo fare i censimenti, io partirei da quello dei razzisti e dei fascisti. Per evitarli meglio». Il vicepresidente dem della Camera, Ettore Rosato: «Si può lavorare per la sicurezza e il rispetto delle regole senza diventare razzisti. Spero Salvini lo capisca. Il censimento annunciato dei Rom è volgare e demagogico, e purtroppo ricorda solo pessimi precedenti». Durissimo anche il commento della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che provocatoriamente domanda: «Proporranno un segno per riconoscerli (i Rom, ndr)? La barbarie è sempre iniziata con un “censimento”, magari per la loro sicurezza. Che orrore e che schifo!». E il senatore pd Edoardo Patriarca: «Il “dossier Rom” di Salvini è agghiacciante, ricorda politiche di stampo nazista. Forse il leader della Lega asseconda la pancia dei cittadini spaventati, ma a tutto c’è un limite. Dove vuole arrivare nell’aizzare l’odio sociale ed etnico? Si ricordi che è il ministro dell’Interno di un grande paese del G7»

Anche il Movimento 5 Stelle si è scagliato contro l’ipotetico censimento su base etnica. La posizione di Matteo Salvini, inoltre, sembra non essere affatto apprezzata dall’Unione europea, che ha criticato a più riprese la proposta del capo del Viminale: “Non si può espellere un cittadino europeo su base etnica. Non escludo che prenderemo contatto con le autorità italiane sui piani per il censimento”, ha affermato un portavoce della Commissione, Alexander Winterstein.

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Dinanzi a tale decisione si divide anche la società italiana, c’è chi sostiene fortemente la proposta del neo-ministro dell’interno italiano, e chi la critica e la rifiuta in quanto non rappresenta l’esempio che un paese civile come l’Italia è chiamato a mostrare.

Siamo dinanzi a tempi ricchi di continue dinamiche socio-politiche, tuttavia via si spera che siano tempi altrettanto ricchi di grandi svolte che possano diventare un giorno le migliori nella storia del secolo contemporaneo.

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