“La famosa invasione degli orsi in Sicilia”

SIMONA IMPRESARIO

10/06/2018

Un laboratorio di scrittura creativa: La famosa invasione degli orsi in Sicilia, a cura delle classi IA e IB Sez. Carceraria Liceo Artistico B. Secusio. Lettura, analisi e riscrittura creativa de D. Buzzati, La famosa invasione degli orsi in Sicilia, Mondadori.

Dall’anno scolastico 2012-2013, nell’ambito dell’insegnamento dell’Italiano nel Biennio, alla fine del I Quadrimestre introduco gli alunni ad un’attività chiamata Laboratorio di scrittura creativa, attraverso la quale do loro la possibilità di acquisire o potenziare diverse competenze riferite all’Educazione Linguistica, all’Educazione Letteraria, a Geo-Storia, a Cittadinanza e Costituzione, e in maniera interdisciplinare e trasversale alle Discipline Grafico-Pittorico-Artistiche. In quelle due ore settimanali, la classe diviene un laboratorio da un punto di vista metodologico e strutturale.

images-1            Questa attività parte da un testo che sono solita scegliere durante l’Estate, seguendo l’onda delle mie suggestioni. I testi sui quali ho fatto lavorare negli anni scorsi una Prima e una Seconda sono stati C. Collodi, Le avventure di Pinocchio, E. De Amicis, Dagli Appennini alle Ande, da Cuore, M. Attanasio, Dall’Atlante agli Appennini, e A. Vaugelade, Una zuppa di sasso. L’Estate scorsa decisi che, se avessi avuto classi di Biennio, avrei lavorato su una favola di Dino Buzzati dal titolo La famosa invasione degli orsi in Sicilia.

La scelta delle opere è legata alla finalità educativa che contengono e al gusto di leggerle.

La prima fase del laboratorio consiste nell’incontro con l’opera. Faccio disporre gli alunni in maniera informale in circolo attorno a me e, in tal modo, li predispongo all’ascolto. Racconto la favola, leggendola. Dopo, li faccio interagire ponendo loro delle domande sulla comprensione. Dico loro di tornare ai banchi, sistemati a ferro di cavallo con la mia sedia in posizione centrale, fuori dalla cattedra. Rileggo la favola, e stavolta chiedo un ascolto attivo, poiché devono prendere appunti sul quaderno di Laboratorio di scrittura. Dopo la mia rilettura, entro dentro l’opera e chiedo: ambientazione, protagonista, personaggi, l’espediente, e piano piano li porto a comprendere la morale e ad attualizzarla.

images-2In questa favola l’ambientazione è una Sicilia antichissima, le sue altissime montagne, i boschi, meravigliose vallate e la capitale; i protagonisti sono il re degli orsi Leonzio e il suo figlioletto Tonio; i personaggi sono la comunità di orsi e gli uomini che abitano la capitale della Sicilia; l’antefatto è un rapimento; l’espediente è un inverno freddissimo che porterà gli orsi a scendere dalle montagne e affrontare gli uomini con i quali intraprendere una nuova vita, e re Leonzio a ritrovare il piccolo Tonio; la morale è: la forza dell’amore tra un padre e un figlio; non desiderare di diventare diversi da ciò che si è, rinnegando i propri valori; non diffidare dello straniero, o di chi è diverso, senza conoscerlo, ossia non dare retta ai luoghi comuni; l’unione fa la forza, ossia la partecipazione.

images-5La seconda fase del laboratorio ha riguardato un lavoro sulle parole/concetto-chiave. Innanzi tutto li ho portati a riflettere sulle parole/concetto orso e invasione. Da questa riflessione sono emerse delle considerazioni molto interessanti, che hanno permesso agli alunni di abbinare la parola orso alla parola pregiudizi, e la parola invasione alla parola cambiamento. Successivamente li ho fatti lavorare sui seguenti quesiti: un luogo comune può essere sfatato? Il lusso e la ricchezza rendono realmente felici? Da una riflessione partecipata sono venuti fuori degli spunti di riflessione molto interessanti.

La terza fase del laboratorio è stata svolta utilizzando la metodologia del role playing – metodologia finalizzata alla somministrazione di compiti di realtà, e a valutazione autentica -, ossia simulando l’ambiente e l’attività di una riunione di redazione. Gli alunni/redattori-autori erano disposti attorno ad un grande tavolo rettangolare, ricavato dall’unione dei banchi, il docente/caporedattore-art director a capo tavola e con la lavagna alle spalle. La riunione aveva come ordine del giorno la scelta della forma da dare al libro che i ragazzi avrebbero scritto, rifacendosi alla morale de La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Dopo avere vagliato e analizzato in maniera democratica – utilizzando anche la metodologia del brainstorming – le diverse proposte, alcune sono state scartate e quelle rimaste sono state messe ai voti. La forma prescelta è stata la Sicilia. Questa è stata una delle fasi più importanti del laboratorio, poiché ha permesso agli alunni di lavorare insieme confrontandosi democraticamente, e portare avanti un loro progetto, che è diventato un prodotto/libro. Ognuno di loro ha avuto a disposizione una pagina di questo libro. Questa fase si è conclusa materialmente realizzando dal progetto/idea la sagoma madre. Anche in merito a questa attività, ogni ragazzo ha realizzato una sagoma tipo, le migliori sono state messe ai voti, e dalla sagoma prescelta sono state realizzate le 11 sagome, che sarebbero divenute le pagine del libro.

La quarta fase del laboratorio è stata dedicata alla scrittura creativa. Ogni ragazzo, traendo spunto da tutto il lavoro svolto nelle prime due fasi del laboratorio, ha cominciato a progettare la sua pagina. Ciascun alunno ha riscritto un momento saliente della favola. Successivamente la Classe si è riunita. Simulando sempre una riunione di redazione, ognuno ha presentato la sua parte del lavoro sotto forma di bozzetto, sottoponendola al vaglio dei componenti della redazione e mio, che fungevo da capo redattore-art director. Ogni bozzetto è stato analizzato e, qualora non in linea con il filo rosso del prodotto che volevamo realizzare, revisionato e corretto dall’autore. A questo punto la bozza del libro era pronta. Il lavoro successivo è stato molto interessante e stimolante per gli autori-alunni, che hanno dovuto ricercare ed evidenziare le parole chiave contenute nei loro bozzetti. I risultati di questo lavoro hanno stupefatto gli stessi autori. Per gli alunni è stato un lavoro entusiasmante.

La quinta fase ha riguardato la veste grafica-concettuale e illustrativa delle pagine del libro. E in questa fase ha avuto inizio il lavoro interdisciplinare svolto in collaborazione con la Prof.ssa Granato, nell’ambito delle Discipline Grafico-Pittoriche, che ha prima riprodotto, adattandoli al formato scelto, le illustrazioni originali di Dino Buzzati e successivamente ha coinvolto gli alunni nella realizzazione delle scene da rappresentare nelle singole tavole. Ogni alunno è stato depositario di una pagina, nel cui recto dovevano illustrare solo con immagini il contenuto-concept della favola. Il verso della pagina doveva contenere un estratto della storia attraverso l’utilizzo di parole-concetto/chiave e completare il racconto che scaturisce dalla rappresentazione grafica dei momenti salienti della favola. Prima di arrivare a quanto descritto ci si è riuniti e si sono rintracciati nel testo i simboli e le immagini topiche quali la Sicilia, l’Etna, le altissime montagne, e la Capitale. E in collaborazione con la Prof.ssa Granato sono stati individuati personaggi e ambientazioni da riprodurre. E’ così partito il lavoro preliminare di ricerca e raccolta di immagini e lettere dell’alfabeto selezionate, ritagliate e schedate, tratte da quotidiani e riviste, e di tutti i ritagli di carte e cartoncini per colore, rimanenti dai cartoncini con i quali avevano realizzato le pagine. A questo punto ogni alunno ha lavorato al progetto grafico della sua pagina, e per realizzarla ha utilizzato solo cartoncino e carta riciclata a costo zero. Ogni progetto è stato posto al vaglio del professore/caporedattore-art director, e una volta approvato è stato materialmente realizzato dall’autore/alunno.

La sesta e ultima fase del Laboratorio ha riguardato la realizzazione della copertina e della quarta di copertina, l’assemblaggio delle pagine, il contenitore del libro, la realizzazione, grazie all’ottima collaborazione del Prof. Malizia, di un video e la presentazione del libro/prodotto finale ad un pubblico composto da alunni e da Professori. Queste attività, che hanno sempre previsto una fase progettuale e una successiva fase attuativa, collaborative e cooperative, hanno permesso agli alunni di rendersi conto di quanto avevano prodotto, di come avevano lavorato, e soprattutto di autovalutarsi, e comprendere il valore di quel lavoro e di quel prodotto finale così faticosamente realizzato.

Per la prima volta, qualche giorno prima del 02 Giugno, ho visto nei loro occhi uno sguardo di gratitudine nei miei confronti per avere creduto in loro, in ciascuno di loro, ognuno portatore di diverse abilità, di sofferenza, disagio, dolcezza, rabbia, bellezza, immaturità, a tratti disperazione, timidezza, aggressività, bisogno di affettività e di regole. Si, per avere creduto in loro, e per averli guidati a realizzare quel libro, il loro libro

 

 

 

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