Il fumetto per raccontare la notizia

MARCUS FIGURA

06/06/2018

A Catania si è svolta l’ottava edizione del festival internazionale del fumetto e della cultura pop “Etna Comics” dal 31 maggio al 3 giugno, con sede Le Ciminiere. Il secondo giorno di fiera nella Sala Galatea (PAD. F1 P.T.) si è tenuto un corso di formazione per giornalisti riguardante l’utilizzo del fumetto nel giornale.

IMG_2103Lo stesso Antonio Mannino, il direttore generale, ha partecipato all’evento ed è stato lieto di aver aperto per la prima volta una sezione della fiera dedicata alla formazione giornalistica.

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Redazione del SecusiOnline in Sala Stampa

Il moderatore Carlo Lo Re ha dato il via alla conferenza alle ore 11:00 introducendo i relatori, giornalisti che hanno trasformato la loro passione per il fumetto in un lavoro. La parola viene data ad Antonio Costa, gestore della comunicazione e dell’ufficio stampa di Etna Comics e responsabile comunicazione dell’Orizzonte Catania, che ringrazia i relatori per la loro presenza ed è lieto di affermare che i giornalisti in sala hanno avuto la possibilità di partecipare ad una conferenza prestigiosa.

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Il primo relatore a prendere la parola è Marco Rizzo, fumettista e giornalista, che spiega in cosa consiste il graphic journalism. “In Italia ci sono esempi che non hanno pari al mondo” afferma, citando alcuni dei più grandi fumettisti del nostro Paese, come Franco Portinari, illustratore del Corriere della Sera, e Riccardo Mannelli, collaboratore a Il Fatto Quotidiano. Citati anche artisti stranieri, tra i più importanti Joe Sacco, che ha disegnato opere sul conflitto palestinese e sulla guerra serbo bosniaca.

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A seguire Lelio Bonaccorso, fumettista e illustratore, spiega come nasce un fumetto e i vari passi necessari per la sua realizzazione: documentazione, schizzi su tavola, sceneggiatura e storyboard, scrittura delle vignette.

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Dopo una breve pausa i relatori Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso hanno mostrato dei video riguardanti la loro esperienza di 19 giorni sull’Aquarius, una nave da ricerca e soccorso dell’organizzazione non governativa italo-franco-tedesca SOS Méditerranée. Attraverso dei fumetti hanno avuto la possibilità di raccontare la realtà: i migranti hanno spesso paura di essere ripresi dalle telecamere perché temono di essere ricattati, quindi hanno utilizzato i disegni per metterli in sicurezza e così sono venuti a conoscenza di fatti rimasti a lungo nascosti.

Spesso quello che si vede in tv o in internet è frutto di finzione”, si conclude così la conferenza alle 14:00.

 

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