Musica e cultura per cambiare vita

MARIA AUSILIA CASTAGNA

18/05/2018

Come cantava De André in Don Raffae’ : “Ah, che bello ccaffè/ sulu ‘n carcere o sanno fá”.
Ma il buon vecchio De André si stupirebbe di quante cose siano in grado di fare i carcerati, prima fra tutte ascoltare.

Foto 7 Da dentro a fuori

Il dono dell’ascolto non è per tutti, ma recenti esperienze hanno dimostrato ai ragazzi del Liceo Artistico quante qualità, tra qui quella dell’ascolto, possiedono i carcerati.
Queste persone, infatti, a differenza del pensiero di molti, sono molto più umane delle persone che pensano il contrario. Per farla breve, ecco le esperienze dei ragazzi dell’artisco.

Foto 6 Festeggiamenti in occasione della PasquaLa prima si svolta presso la sede del carcere, dove gli ospiti, ma sopratutto i detenuti, hanno assistito al concerto di Carlo Muratori, che ha intrattenuto il suo pubblico sulle note più famose del folclore siciliano. Tanto il piacere provato, che i carcerati non hanno resistito dal chiedere un bis.
La curiosità nasce spontanea e ci si domanda come mai amino così tanto la musica. Per rispondere a queste ed altre domande, due signori detunuti si sono sottoposti ad un’intervista:
_Cosa pensate della musica?_
A:La musica è la cosa più bella che esiste, ma non funziona più… paragonata alla musica degli anni sessanta in poi, la musica moderna perde ogni significato.
B:La musica è un bel passatempo che rilassa.
_Qual è la vostra canzone preferita?_
A: Mi piace la musica lirica, il classico. Direi “la sera di Maggio”
B: “Volare”. Semplicemente “Volare”
_Come passate il tempo, in carcere?_
A&B: studiamo, andiamo al catechismo e a messa e, ovviamente, ascoltiamo tanta musica.

Foto 5 La Scuola Carceraria

Tale intervista è stata rilasciata da due carcerati presso il liceo artistico di Caltagirone. Difatti era in svolgimento un’esperienza che i ragazzi dovevano fare con, appunto, i carcerati insieme con il professor Adamo. I due signori si sono recati presso la scuola e hanno potuto usufruire dei macchinari disponibili in laboratorio per fare esperienze con la decalcomania e per condividere i loro progetti coi ragazzi.
Questa visita ha insegnato ai ragazzi non solo che non tutti i detenuti siano cattive persone, ma che i carcerati possono cambiare.

Foto 3 Riunione di redazione

Viene infine da fare un’ultima osservazione; noi parliamo di carcerati come se fossero umani della peggior specie, che dovrebbero essere evitati a tutti i costi. Ma la verità è che non tutti sono degli assassini, degli stupratori, non tutti sono dei ladri , non tutti hanno commesso crimini così gravi. Alcuni sono lì per errori, errori umani. Ma che devono pagare. Inutile dire che ci sono tanti casi irrecuperabili, ma sono di più le persone che vogliono redimersi.

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