La paura del giudizio

ICHRAK MTIR

14/05/2018

Quando il conformismo sociale detta l’agenda dei comportamenti, ci si trova costretti ad assecondare la felicità altrui per paura di essere giudicati, appunto per paura di cosa dirà la gente.

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Il detto ‘what will people say’ di Iram Haq esce al cinema dal 3 maggio. Il film è ispirato a vicende personali, è una storia vera. Una triste storia vissuta in passato ma che continuano a vivere ancora oggi molte ragazze in particolare.

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‘Cosa dirà la gente’ è un’espressione molto nota ai pachistani e agli indiani.
Spiega la regista: “In hindi e in urdu è un’espressione usata frequentemente nelle famiglie e negli ambienti in cui la tradizione e l’onore rappresentano valori importanti . Ed è proprio questa ossessione per l’opinione della gente l’elemento di cui voglio liberarmi, sradicandola una volta per sempre”.

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Nisha è una bella ragazza sedicenne di origine pakistana ma che vive in Norvegia sin da piccola assieme alla sua famiglia. Nisha si trova quasi costretta a condurre una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici, Nisha, diventa una normale adolescente norvegese. Frequenta amici femmine e maschi, la sera quando tutti vanno a dormire scappa da casa per andare in discoteca; balla, beve e fuma. (Quello che non dovrebbe fare una tipica ragazza orientale).
Un giorno la ragazza viene sorpresa dal padre mentre era in camera da letto col suo ragazzo. Ecco qui che i due mondi della ragazza, completamente opposti, entrano violentemente in collisione: l’unica soluzione diventano la fuga e l’oblio.

I suoi stessi genitori, convinti di agire per il suo bene , compiono un atto vergognoso, rapiscono la figlia per portarla a casa di alcuni parenti in Pakistan. A questo punto Nisha oltre ad essere costretta ad obbedire è costretta ad adattarsi alla cultura di suo padre e di sua madre e a condurre una vita che è stata scelto per lei. Quello che accade a Nisha non trae origine da un fondamentalismo religioso, infatti arrivata in Pakistan la ragazza dirà di non voler pregare e questo ci fa comprendere che non lo faceva neanche in Norvegia.
Quindi ciò che la famiglia pretende dalla figlia non è mai legato a motivazioni di fede ma, e forse è ancora peggio, a ciò che il titolo del film esplicita: ossia quello che dirà la gente. È il conformismo sociale a dettare l’agenda dei comportamenti nella comunità di immigrati pakistani ed è ad esso che il padre sente il dovere di aderire rischiando di giungere anche a situazioni estreme.
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Tutto quello che accade a Nisha, purtroppo è accaduto e continua ad accadere anche ad altre ragazze, fino al giorno d’oggi. la cronaca infatti, ogni tanto ci ricorda che episodi simili accadono e non hanno quasi mai un lieto fine. Il fatto che sia finalmente una donna che li trasforma in cinema ci suggerisce anche che qualcosa sta finalmente cambiando. Ci vorrà tempo ma per tutte le Nisha, nonostante ciò che ci racconta la cronaca, c’è una speranza.

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