“Viva Diu e Santu Conu”

GABRIELLA RIBELLE – VINCENZO RIZZO

11/05/2018

La festa patronale è uno dei momenti più sentiti dalla popolazione sanconese. La piazza centrale e tutte le vie si riempiono di luminarie, suonano le campane a festa e il corpo bandistico suona la famosa marcia simbolo della festa chiamata “Fiaccola” o comunemente detta “A sei”. Quest’anno la festa di San Cono ha avuto inizio il 3 Maggio con la solenne processione della “Figura” del Santo.

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Foto: Facebook “Devoti Di San Cono”

La processione ogni anno si svolge la seconda domenica di Maggio, per poi ripetersi nella settimana successiva con la cosiddetta “Ottava”. Tantissimi fedeli provenienti dai paesi limitrofi per promessa rivolgono al Santo il “viaggio a piedi”. La mattina del sabato 12 Maggio si terrà la cosiddetta “Acchianata di Santu Conu”, ovvero la traslazione in processione del Simulacro di San Cono per le vie del paese.

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Foto: Facebook “Devoti Di San Cono”

L’attrattiva comincia in particolare la sera del 12 Maggio durante la quale si svolge di solito un concerto o uno spettacolo nella Piazza Umberto I. Quest’anno con gran stupore del pubblico si esibirà il famoso gruppo “Le Vibrazioni”.

Nella domenica del 13 Maggio di mattina viene celebrata la Solennità di San Cono. Nel pomeriggio ci sarà la traslazione della Santa Reliquia e la processione del Simulacro per le vie del paese. L’aspetto più caratteristico che lascia senza fiato il forestiero è che ogni qual volta il Santo riceve un’offerta, viene gridato il nome dell’offerente. Dall’intensità del grido si deduce la consistenza delle offerte. Dopo aver annunciato il nome della persona, segue da parte del popolo l’intonazione del motivo tipico “Viva Diu e Santu Conu”.

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Foto: Facebook “Devoti Di San Cono”

L’altro aspetto molto singolare è la corsa del simulacro, portato sempre a spalla da diversi gruppi di giovani. Gli sbalzi violenti ora a destra ora a sinistra, lo stridio delle ruote ai piedi della “Vara” sui ciottoli delle strade, i piegamenti quasi orizzontali, gli urtoni inevitabili, le grida e gli schiamazzi della folla, i cosiddetti “Giriuna”(giri impetuosi e veloci che svolge il simulacro del Santo davanti la Chiesa Madre) sono tutti elementi caratteristici e particolari che spiccano in questa festa. A mezzanotte si tiene il cosiddetto “U Casteddu Focu”, fuochi d’artificio “piromusicali”.

La festa finirà dopo che il Santo avrà girato ogni angolo del paese e sarà pronto a rientrare nelle mattinate del giorno seguente.

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Foto: Facebook “Devoti Di San Cono”

Il sabato e la domenica successivi si ripeteranno le manifestazioni analoghe alla settimana precedente. La festa si ripeterà quindi otto giorni dopo, per questo motivo viene chiamata “Ottava”.

 

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