Leòn, un killer per amico

BIANCA DI BELLA

10/05/2018

Leon è un film di Luc Besson prodotto nel 1994 e ambientato a New York. Viene raccontata la storia di Mathilda, interpretata da Natalie Portman, ragazzina di 13 anni, alla quale viene uccisa la famiglia, formata dal padre, la madre, la sorellastra e il fratellino (l’unico componente al quale Mathilda era legata) da parte di una squadra anti-droga comandata dal poliziotto psicopatico Norman Stansfield.

leonLa ragazzina, che durante la strage si trovava fuori casa, essendo tornata e avendo capito che i poliziotti cercavano proprio lei, decide di chiedere (anzi, supplicare in lacrime) al suo vicino di casa Leòn di farla entrare a casa sua. Leòn, interpretato da Jean Reno, è un sicario italo-americano che trascorre da solo un’esistenza dedita solo al suo lavoro, priva di ogni emozione, se non per una straordinaria attenzione verso una pianta, che, come proprio lui afferma, come lui non ha radici. Leòn, anche se inizialmente un po’ titubante, decide di ospitare Mathilda.

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La ragazzina, affascinata dalla figura del vicino di casa, gli rivela di volerlo aiutare nel suo lavoro per potersi vendicare degli uccisori di suo fratello. Inizialmente Leon risponde subito in modo negativo, affermando che Mathilda era troppo piccola per un lavoro del genere; tuttavia la ragazzina non si arrende e trova un compromesso: lei lo avrebbe aiutato nei lavori di casa e gli avrebbe insegnato a leggere e Leòn in cambio doveva insegnarle come, citando il film, “fare le pulizie”.

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Tra bottiglie di latte, scambio di armi, uccisioni in coppia, trasferimenti di casa, lunghi dialoghi, giochi ambigui e cene imbarazzanti, tra i due personaggi nasce una profonda amicizia che, per la ragazza, si tramuta in amore. Tuttavia la situazione si complica: Mathilda decide di entrare di nascosto nella sua vecchia abitazione, dove recupera dei soldi e scopre l’identità di Stansfield. Tornata a casa, offre i soldi a Leon per uccidere lo psicopatico poliziotto, ma egli rifiuta l’incarico.

4.jpgMathilda non si arrende nemmeno questa volta e decide di farsi giustizia da sola: lasciato un biglietto all’amico, si reca armata al tribunale. Qui Stanfield capisce subito l’intenzione della ragazza, la quale viene salvata appena grazie all’uccisione di due uomini del poliziotto da parte di Leòn.

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I due sono in salvo, ma Stansfield è pronto a vendicarsi: è presto, infatti, lo scontro tra i poliziotti e il sicario che, grazie alle sue abilità, dopo un ultimo loro dialogo strappa lacrime, riesce a salvare Mathilda. La sua abilità e la sua potenza dovute alla sua grande esperienza, però, non furono sufficienti: Leòn viene ucciso da Stansfield, che gli spara alle spalle. La sua astuzia, tuttavia, si rivela anche in questa occasione: prima di morire, infatti, egli sgancia l’anello delle granate che teneva sotto la giacca, provocando un’enorme esplosione, che coinvolse anche Stansfield stesso.

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Mathilda, distrutta dalla perdita dell’amico, decide di recarsi in un collegio, proprio come Leon avrebbe voluto, e nel giardino di esso piantò la pianta tanto cara all’amico che le salvò la vita, chiamandola proprio Leòn.

 

 

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