Il concetto di “perturbante”

SELMA SAKLI

10/05/2018

Nel 1919 fu pubblicato il saggio di Sigmund Freud “Il perturbante“. Il saggio ruota appunto attorno al concetto di perturbante, e soltanto un maestro come Freud poteva essere in grado di dar vita ad un saggio così ben strutturato, il quale analizza i concetti che troviamo alla base del Perturbante, i quali possono sembrare semplici ma di semplice hanno ben poco.
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Bisogna però dire che il primo ad introdurre il concetto di perturbante fu Jentsch, il quale non individuò la radice inconscia del termine ma si limitò ad analizzarlo in relazione all’incertezza intellettuale di fronte ad oggetti inanimati o animati, il non essere sicuri dell’esistenza di un oggetto evidentemente animato e avere il dubbio che un oggetto inanimato sia dotato di vita autonoma.

Il saggio di Freud tuttavia, come si è detto precedentemente, è ben strutturato e Freud analizza ogni singola sfumatura di significato del termine in questione, analizzandola in modo dettagliato.
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Il fatto che vengano riportati i significati che caratterizzano il termine “Perturbante” in molte lingue, permette al lettore di sviluppare un quadro generale della parola stessa e di contrapporre e collegare significati della stessa parola in lingue diverse. In modo particolare Freud pone l’attenzione del lettore sulla lingua tedesca. Qui troviamo Heimlich (perturbante in tedesco) e Unheimlich (che sarebbe l’apparente opposto di Heimlich).
Dopo un’attenta analisi, Freud nota che il termine Heimlich mostra tra le molteplici sfumature di significato una che coincide con il suo apparente opposto.

Freud ammette che riuscire a cogliere l’effettivo significato di Heimlich non è semplice, ma basta dedurre il carattere nascosto del perturbante o collezionare ciò che riferito a persone, cose, sensazioni e situazioni evochi in noi il senso del perturbante.
In molti la sensazione di perturbante è data da tutto ciò che riguarda la morte, i cadaveri, spiriti, spettri e ritorno dei morti. Freud ci fa notare però che ci sono alcune situazioni, storie o argomenti che hanno di per sè qualcosa di perturbante ma che trasmettono quella perturbazione che li caratterizza in base al contesto nel quale sono inseriti. Ad esempio, nessuno oserebbe dire che vi è qualcosa di perturbante in Biancaneve quando riapre gli occhi dopo il bacio del principe o il resuscitare dei morti nella descrizione dei miracoli nel Nuovo Testamento. Possiamo quindi affermare che non esiste una concezione universale del perturbante, ognuno lo percepisce in modo diverso.

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