Addio ad Avicii

ALESSIO GULIZIA

04/05/2018

Lo scorso 20 Aprile il mondo intero è rimasto scioccato di fronte alla tragica scomparsa del noto dj e produttore discografico Tim Bergling, in arte Avicii, trovato senza vita nella sua stanza d’albergo a Muscat , in Oman.

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Sin da subito nei mass media è emerso l’interrogativo su quale fosse stata la causa del decesso, ma secondo quanto riportato dal tabloid statunitense Tmz, nei giorni scorsi la famiglia ha fatto intendere come il dj svedese si sia tolto la vita.”Ha spaccato una bottiglia di vino e con i cocci di vetro si è ferito ai polsi e forse al collo, per poi morire dissanguato”- riferisce Tmz citando fonti anonime, di cui alcune affermano come il colpo fatale fosse stato auto inferto ai polsi, mentre altre identificano la vera causa di morte nei vari tagli al collo; vicino al corpo sono state rinvenute diverse scatole di antidolorifici e medicinali, data la forte depressione dell’artista causata dalle pressioni dello star system ( la complessa e stressante vita dei VIP sotto e dietro i riflettori).

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Elementi che emergono con chiarezza nel documentario Avicii:true stories , uscito lo scorso ottobre, e che tramite la collaborazione di diversi elementi di spicco, come David Guetta o Chris Martin, ha descritto nei minimi dettagli la pluri gettonata carriera artistica del dj, dai primi remix pubblicati nel profilo personale di Myspace al successo ottenuto col famosissimo singolo Levels, fino ad arrivare allo straordinario piazzamento alla sola età di 23 anni tra i best 3 nella top 100 pubblicata da Dj Magazine; inoltre ha saputo evidenziare anche gli aspetti particolari della sua vita, una vita tormentata da un eccessivo consumo di alcool e da ritmi di lavoro estenuanti ed usuranti ,ma che di sicuro ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica internazionale.

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