Bonaventura Secusio, un siciliano “cronista di Pace”

BIANCA DI BELLA

03/05/2018

Il 24 marzo 2018 si e’ svolto presso l’aula magna del Liceo Bonaventura Secusio un incontro riguardante il 400esimo anniversario della morte di questo grande personaggio a cui la scuola intitolata.

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L’incontro si e’ svolto dalle 9.15 alle 13 e hanno partecipato le classi quarte dell’istituto, il dirigente scolastico, Sabrina Mancuso, gli studenti del corso di giornalismo della scuola, alcuni giornalisti e cinque relatori che hanno tenuto l’incontro stesso: Paolo Buttiglieri (professore di storia, filosofia e comunicazione sociale e giornalista), Domenico Interdonato (Giornalista e Direttore dell’UCSI), Enzo Nicoletti (storico), Giuseppe Alberghina (professore di storia e filosofia) e Salvatore Farinato (professore di discipline teologiche).

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L’obbiettivo dell’incontro e’ stato quello di far riemergere dall’oblio la figura molto importante di questo personaggio e far conoscere bene agli alunni il ruolo diplomatico e religioso che ha assunto nel corso della sua vita tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, soprattutto per riequilibrare i rapporti tra Francia e Spagna con la pace di Vervins; “Perche’ i migliori veicoli delle informazioni e delle notizie siete proprio voi giovani” afferma il dirigente scolastico Sabrina Mancuso durante un’ intervista “Quindi credo che con l’aiuto di tutti voi e con la preparazione che avete precedentemente effettuato per preparare questo seminario abbiamo contribuito tutti insieme per divulgare la conoscenza di Secusio.”

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Come mai il silenzio su questo personaggio? Questa e’ stata una delle domande portanti della conferenza. “La patria spesso e’ ingrata verso i suoi figli migliori” dice in un’intervista lo storico Nicoletti. “Tuttavia e’ stato anche lo Stato risorgimentale laico a determinare l’oblio di questo personaggio.”

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“I motivi probabilmente sono legati a forme di competizione interna alla stessa Chiesa, che portano alcune volte a scelte che mettono sotto piano figure cosi’ importanti.” Dice invece il professore Buttiglieri “ Il fatto che un siciliano sia riuscito ad avere dei risultati cosi’ significativi, non era una cosa gradita dalle famiglie nobili a Roma, specialmente per chi aspirava alle cariche piu’ alte, quale il pontificato. Anche lo stesso cappello cardinalizio non fu assegnato proprio perche’ vi furono degli intralci all’interno di Roma.”

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L’incontro e’ stato molto seguito dai ragazzi grazie anche all’utilizzo da parte dei relatori di slides e immagini che hanno aiutato la comprensione. Alla fine dell’incontro sono stati offerti ai relatori dei piatti di ceramica raffiguranti il volto di Secusio, realizzati dal Liceo Artistico sotto l’aiuto del professore Fabio Gulle’.

 

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