Vogliamo “conoscere” Bonaventura Ottavio Secusio

BENEDETTA MESSINEO

13/04/2018

Caduto nell’oblio, il personaggio di Bonaventura Ottavio Secusio viene “spolverato” e dibattuto nell’incontro tenutosi il 24 Marzo del corrente anno, in occasione del 400centesimo anniversario della sua morte, nell’aula magna dell’Istituto Superiore a lui intitolato nella cittadina di Caltagirone.

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Gli obiettivi di tale convegno, aperto alla partecipazione delle classi quarte dei Licei Classico e Linguistico, dell’ordine dei giornalisti e dei ragazzi appartenenti al corso di giornalismo della scuola, sono stati quello – come ha spiegato Paolo Buttiglieri, docente di storia, filosofia, comunicazione sociale e anche giornalista di far conoscere una figura così importante per la storia dal punto di vista ecclesiastico, diplomatico e della comunicazione e quello di analizzare le motivazioni per le quali un personaggio di tale rilievo sia stato dimenticato e oscurato.

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Sabrina Mancuso, assessore alle politiche sociali e dirigente scolastico dell’Istituto che ha ospitato la manifestazione, è intervenuta come prima relatrice coniugando le finalità del convegno con quelle del piano dell’offerta formativa. Ella ha menzionato e richiamato alla memoria con orgoglio il giorno in cui l’Istituto in questione è stato nominato Bonaventura Secusio, avvenimento risalente al 27 Aprile del 1865.

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A occuparsi dell’aspetto comunicativo, altra caratteristica di Secusio, è stato Domenico Interdonato, giornalista e direttore dell’UCSI (Unione cattolica della stampa italiana). Egli ha sottolineato l’importante presenza dell’ordine dei giornalisti, la quale ha permesso il collegamento diretto con le abilità comunicative di Bonaventura; inoltre, Interdonato ha messo in evidenza i contatti che Secusio ebbe con Caravaggio, contatti che potrebbero permettere l’incremento del turismo in Sicilia.

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In seguito, a parlare è stato lo storico Enzo Nicoletti, il quale si è occupato della biografia del personaggio e ha affermato che, grazie alle sue mirabili abilità comunicative, “Bonaventura Secusio è riuscito a derimere le contese esistenti fra la cattolicissima Spagna e la cristianissima Francia”. Nicoletti ha esaminato anche la figura ecclesiastica di Secusio, il quale ricevette il titolo di patriarca di Costantinopoli e partecipò alla “battaglia” che la Chiesa si trovò a combattere contro Lutero e Calvino.

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Giuseppe Alberghina, professore di storia e filosofia del Liceo Classico ha fatto un excursus della storia precedente al periodo in cui operò il diplomatico, in modo tale da rendere gli ascoltatori coscienti delle cause che portarono la Francia e la Spagna a richiedere l’indispensabile intervento di trattative di pace.
In modo particolare-ha sottolineato Alberghina- Secusio fu determinante per far sì che venisse stipulata la pace di Vervins il 2 Maggio 1598”.

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Al rientro dalla ricreazione, durante la quale sono state effettuate le interviste ai relatori da parte dei ragazzi partecipanti al corso scolastico di giornalismo, Salvatore Farinato, docente di discipline teologiche, si è dedicato alla descrizione dell’impegno pastorale di Bonaventura Secusio, analizzando le sue caratteristiche in chiave moderna e contemporanea, utilizzando a tale scopo un’ espressione di Sant’Agostino: ”Vescovo per voi e con voi”. Il teologo afferma che il successo diplomatico raggiunto da Secusio è stato una conseguenza della sua formazione spirituale e umana.

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A Paolo Buttiglieri è stata affidata la conclusione, nella quale il giornalista si è cimentato in un’analisi del rapporto fra comunicazione e diplomazia. Infatti ha affermato: “Il vero mediatore è colui che con l’utilizzo della parola riesce a risolvere i problemi e possiede il determinismo comunicativo che si può attribuire alla figura di Secusio”.

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FOTOGRUPPO

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In conclusione, tale incontro è stato efficace sia per ricordare tale personaggio all’intera comunità, rappresentata in questo caso dal gruppo dei giornalisti sia perché ha permesso che gli studenti fossero informati su quel personaggio che dà il nome alla loro scuola e sul suo segreto che – citando il professore Farinato – “è stato sia il messaggio che lui portava e dimostrava sia il modo in cui si poneva nelle relazioni interpersonali.

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