Seicento, quiescenza e nuovi modelli

ISMAELA MINEO

31/03/2018

Il 600, il secolo del barocco, fu un secolo pieno di lotte causate da contrasti religiosi e ideologici, ma al tempo stesso ci furono scoperte scientifiche molto importanti e la nascita di governi più stabili che contribuirono al benessere della popolazione.
imagesL’aspetto più noto di questo secolo è la crisi: con la crisi del 600 si intende la crisi delle strutture agrarie, il calo demografico, la crisi delle manifatture, delle industrie e del commercio, le carestie, le epidemie e gli effetti della guerra.
Questa crisi non colpì tutti i paesi allo stesso momento e allo stesso modo, per esempio tra il 1600 e il 1690 nella bassa Provenza francese furono coltivate nuove terre, aumentarono i raccolti e si arricchirono i ceti emergenti; in Inghilterra invece tra il 1620 e il 1640, una parte del settore industriale entrò in crisi, ma per l’agricoltura ci fu una fase di espansione.
Dalla crisi alcuni paesi uscirono più forti, altri più deboli.
Se dovessimo analizzare le cause, dovremmo prima specificare tre ambiti: demografico, economico e sociale.

images-10Per quanto riguarda il primo ambito, ci fu un crollo demografico in seguito alle epidemie di peste, anche se vi furono altri fattori, come l’aumento della mortalità per denutrizione, la diminuzione delle nascite e le condizioni igenico-sanitarie molto scadenti.
L’epidemia che segnò profondamente il 600 fu quella del 1618-1648, che contribuì al calo demografico.

Per quanto riguarda il secondo ambito, si parla di un ristagno che vede gran parte dell’Europa impoverirsi a causa di una agricoltura arretrata di tipo feudale, causando pestilenze e carestie. La situazione dell’agricoltura fu aggravata dalle condizioni sfavorevoli del clima.

Per quanto riguarda il terzo ambito, ci furono diverse rivolte contadine, soprattutto nelle fasi di carestie, per la scarsità di generi alimentari e l’aumento della pressione fiscale da parte degli stati.

images-3Importanti storiografi commentarono questa crisi: Gino Luzzatto (italiano), Benedetto Croce (italiano) e Eric Hobsbawm (britannico).

Secondo Luzzatto la causa della crisi fu una precedente crisi economica nel 500: la decadenza dell’economia italiana è determinata soprattutto dai progressi continui delle grandi potenze marittime occidentali, per cui la crisi è evidente alla fine del 600, quando l’economia italiana avrà perso contatti con l’esterno e forza di espansione.

Croce scrisse il suo pensiero in due libri: “La spagna nella vita italiana durante la Rinascenza” e “storia del regno di Napoli” nei quali dice che dal 1559 al 1701-1704 ci furono eventi (pace di Cateau-Cambrésis e la guerra di successione) che segnarono l’Italia.

Hobsbawm da la colpa a una transizione dal sistema feudale all’economia capitalista, che portò a un ribaltamento del sistema feudale ponendo condizioni favorevoli alla nascita del nuovo modello industriale.

Secondo me questo fu un periodo tanto violento quanto importante, perchè anche se ci furono numerose guerre, gli scienziati effettuarono scoperte molto importanti per i secoli successivi.

Per questo fu un secolo che ebbe molta influenza sugli altri.

 

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