La Settimana Santa a Caltagirone

GIACOMO GRIMALDI

29/03/2018

Nel calendario cristiano, la Santa Pasqua comincia con la Domenica delle Palme, celebrata domenica 25 marzo 2018. Il comune di Caltagirone offre dunque ai suoi abitanti la possibilità di vivere durante la Settimana Santa diversi momenti di preghiera, ormai diventati tradizioni fisse.

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Ad aprire le danze, martedì 28 marzo 2018, è la rappresentazione teatrale della Passione di Cristo, organizzata dall’Associazione Culturale “La Scala”, e ormai arrivata alla sua XXII° edizione.

A seguire il Triduo Pasquale molto impegnativo e molto sentito nella città.

immagine 2Il Giovedì Santo (29 marzo 2018),  la serata è dedicata alla “Celebrazione Eucaristica” dove si ricorda il gesto della Lavanda dei Piedi. Si effettua, dunque, a partire dalle ore 20.30, la visita dei “Sepolcri”, realizzati in ogni parrocchia. Gli altari vengono decorati in modo ogni anno differente. La tradizione impone, inoltre, ai fedeli il numero dei “Sepolcri” da visitare: bisogna infatti recarsi in almeno tre parrocchie o comunque visitarne un numero dispari. Per concludere la serata, dopo alcuni momenti di preghiera, è consueto un momento di Adorazione nella propria parrocchia.

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Anche il Venerdì Santo (30 marzo 2018) è molto seguito e attira diversi turisti, grazie alla Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, che inizia alle ore 18.30 dalla Cattedrale e si avvia per le strade del centro storico, e alla quale prendono parte anche il Corteo Storico del Senato Civico, che va in processione per le festività, e le autorità religiose e civili. L’urna del Cristo fu disegnata nel 1851 da Don Salvatore Marino e realizzata dalla scultore Giuseppe Polizzi. È scolpita in legno ed è sormontata da una corona anch’essa in legno. Al suo interno, è posta una statua del Cristo in grandezza naturale ricavata da un tronco di cipresso da Giuseppe Vaccaro. L’urna è trasportata lungo la processione da alcuni fedeli che indossano una tipica veste rossa, simbolo dell’amore, della passione e del sangue di Gesù. Il Simulacro dell’Addolorata fu invece realizzato nel 1856 da Vincenzo Nigido. La Vergine ha una spada trafitta nel cuore, una veste in velluto nero e uno Stellario d’oro sul capo.

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A conclusione, nella Domenica di Pasqua (1 aprile 2018) tutti assistono all’antica spettacolare rappresentazione de ‘A Giunta, che prende il nome dall’incontro tra San Pietro, Gesù Risorto e la Vergine Maria. I momenti principali di questa rappresentazione folkloristica sono due: ‘a Giunta (l’incontro) e ‘a Spartenza (la separazione), durante i quali i tre simulacri di San Pietro, del Cristo Risorto e della Madonna si incontrano e si separano. San Pietro dopo esser uscito dalla chiesa a lui denominata, incontra con gioia Gesù Risorto e insieme si recano a dare il lieto annuncio alla Madonna. Arrivato dinanzi a Maria, avvolta con un manto nero, il santo si inchina tre volte, comunicandole la resurrezione del figlio e correndo poi verso Gesù per annunciare che la madre è al corrente del miracolo. Madre e figlio così si incontrano al centro della piazza e la Madonna di fronte a quest’ultimo depone il manto nero e si inchina tre volte mentre la folla esulta, gridando “Ave Maria”. Il sito del Comune di Caltagirone descrive questa tradizione nel seguente modo: <<‘A Giunta, certamente il momento più significativo e spettacolare della festa, è l’esito di un preciso percorso: San Pietro, uscito dalla chiesa omonima, dopo un breve tratto di strada, incontra con immensa gioia il Cristo Risorto; entrambi, risalendo la via Infermeria ed attraversando Piazza Umberto, si dirigono verso Piazza Municipio – il vero e proprio teatro dell’incontro – per dare il lieto annuncio alla Madonna.>>

immagine 9Caratteristica è anche la tradizione culinaria. Tipici sono i “panareddi”, fatti di pasta, zucchero e strutto e meticolosamente lavorati a mano, decorati con diavoline, chiodi di garofano e poi infornati; ma anche la “cubbaita” e la “giugulena”, con i loro nomi arabi.

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