Stephen William Hawking, “nulla è impossibile”

SARA PICONE

25/03/2018

Non fu la malattia a fermare chi scoprì ‘la teoria del tutto’: il tempo. Ed è proprio il 14 marzo 2018 il giorno della morte di chi attirò l’attenzione di molti. Scoprì di essere malato di SLA quando aveva 21 anni, nel 1963, e riuscì a far parlare molto di se per i suoi studi.

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Foto di disabilinews.com

Fu proprio il grande scienziato Stephen William Hawking, uno dei cosmologi più celebri degli ultimi decenni per le sue teorie sui buchi neri e l’origine dell’universo, e uno dei ricercatori che più ha fatto discutere per le affermazioni al confine tra cosmologia e religione, come quella secondo cui si può spiegare la nascita dell’universo senza l’intervento di Dio. Nel periodo che va dal 1965 al 1970 elaborò alcune teorie che spiegano l’evoluzione dell’universo. Nel 1970 proseguì gli studi sui buchi neri e si occupò anche di divulgazione, con la stesura del suo “capolavoro” e best seller Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, pubblicato nel 1988. Il 30 settembre 2009 lasciò la cattedra lucasiana, rimanendo fino alla morte, direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica.

  • “Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”.

Lo scienziato invita tutti a non pensare con pessimismo la vita e approfittare di ogni dono e possibilità viene data per andare avanti, e fidarsi dei propri istinti.

  • “L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento”.

Malgrado questo pesantissimo deficit motorio lo abbia reso non autosufficiente sul piano corporeo, bisognoso di continua assistenza medica, tutto questo non ha potuto fermare la smania di conoscenza tipica del grande filosofo. Con il solo movimento degli occhi riusciva ad esprimere quello che non riusciva a comunicare a parole. Un grande esempio per molti, per chi vuole solo mollare e non riesce a trovare sfogo o aria da questa malattia che tiene solo incollati in una sedia a rotelle.

Alcuni esperti, così come lo stesso Hawking, sostennero che la sua malattia potesse essere una forma particolare e atipica di SLA, più benigna rispetto alla forma tipica: la SLA di Hawking avrebbe colpito principalmente il secondo motoneurone, mentre avrebbe danneggiato meno il primo; nella forma più comune invece entrambi i neuroni motori sono colpiti egualmente.

  • “Il consiglio che voglio dare alle persone disabili è di concentrarsi sulle cose che la disabilità non impedisce di
  • fare bene e di non rimpiangere ciò che non si riesce a fare. Non siate disabili nello spirito, come nel corpo”.

Secondo Hawking la disabilità non può frenare ciò che in realtà la mente riesce a fare, magari si è costretti a stare su una sedia a rotelle, si è costretti a non avere la capacità di fare ciò che gli istinti comandano poiché secondo me si è disabili solo se si sente la disabilità.

Egli è un esempio da seguire, professore universitario che tramite le sue teorie considerate assurde, come è evidente nella scena del filmLa teoria del tutto’, ha stravolto la storia dell’umanità e del pensiero umano, facendo riflettere ciascuno di noi che nulla è impossibile nonostante i vari impedimenti.

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