Seicento, “età barocca”

SOFIA MONTAUDO

11/03/2018

Il Seicento è un secolo complesso caratterizzato da guerre, talvolta con connotati anche di guerre di religione, gravi crisi sociali e politiche causati da epidemie di peste e carestie. L’altro grande evento a metà del 1600 che abbiamo inteso come tentativo di rivoluzione è il parlamentarismo inglese, è un tentativo di rivoluzione democratico.

Guerra_dei_Trent__anni___scontro_tra_fanteria_e_cavalleria_883297581Sempre nel ‘600 continuano le guerre che seguono la guerra dei 30 anni, seguono le guerre di Luigi XIV, la nascita del Commonwealth, la nascita del barocco, le scoperte geografiche, la nuova concezione del cosmo e guerre importanti come ‘la lotta dei tre Enrichi‘.

Fu un secolo molto discusso dagli storiografi moderni che incentrano il loro dibattito su due aspetti: l’apparato statale e le classi sociali. Riguardante il primo punto e secondo la tesi di Trevor-Roper, sprechi, parassitismo, incompetenze e guerre costosi divennero tratti comuni a tutti gli stati europei aggiungendosi alla crisi economica. Inoltre le agitazioni sociali e politiche espressero questa particolare crisi dei rapporti fra società e chiesa.
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Hobsbawm, invece, nella sua tesi afferma che la crisi del ‘600 era stata essenzialmente una crisi della società feudale, in quanto le classi feudali mantennero il potere e innescarono un processo di stagnazione e sottosviluppo per contro la borghesia si impadronì via rivoluzionaria dello stato come in Inghilterra e in Francia.
Per quanto riguarda il secondo punto, per parlare di classi occorre che si verifichi una piena coscienza degli interessi economici fra gli uomini che occupano lo stesso ruolo sociale nel sistema produttivo; occorre poi che le ricchezze ottenute nel processo produttivo sia il criterio principale per stabilire la gerarchia dei gruppi sociali. Ma nel Seicento nulla di tutto ciò accadde perchè un nobile era sempre privilegiato rispetto a un mercante, i contadini non si ribellarono alla nobiltà ma al contrario fecero fronte comune con essa, mostrando che i legami erano ancora solidi.
In conclusione, secondo la mia opinione fu un secolo di crisi, di pestilenze, che non presenta nessuna svolta innovativa né nell’agricoltura, né nell’economia che rimane di tipo mercantilistico.

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Il Seicento non ha avuto per lo più una buona stampa. Inteso come secolo di crisi, “secolo di ferro”, di guerre, rivolte, oscurantismo, assolutismo, appare, nel migliore dei casi, come una parentesi oscura, un contrattempo nel percorso trionfale di affermazione della modernità. In Italia ha a lungo pesato l’immagine manzoniana di un secolo “sudicio e sfarzoso”. D’altra parte possiamo prendere in considerazioni espressioni che sottolineano l’ambivalenza del Seicento, un ”secolo di contrasti”, un “secolo in chiaroscuro”.

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Forse tra queste la migliore è quella di “età barocca”, non perché il barocco esaurisca la dimensione culturale di questo secolo, ma perché questo termine, controverso fin nella sua etimologia, si presta particolarmente bene a trasmettere l’idea di eccesso, inquietudine, irregolarità, stupore, illusione e, appunto, coesistenza degli opposti.

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