Il Seicento, secolo d’oro o di ferro?

SHIRLEY PERNICIARO

12/02/2018

Il Seicento è stato un secolo molto difficile ma allo stesso tempo pieno di innovazioni e scoperte. Infatti , la storiografia è passata da un giudizio totalmente negativo, come nel caso dell’inglese Kamen, che lo ha definito “il secolo di ferro” oppure fu anche definito
“un secolo barbaro” dal francese Boileau.

images-1Altri giudizi tendono a cogliere gli aspetti di progresso, come Hobsbawm, che ha sottolineato l’importanza dell’affermazione della borghesia in Inghilterra e in Olanda con lo sviluppo economico svoltosi sotto il segno del capitalismo.

A differenza dei secoli precedenti, il XVII secolo viene ricordato soprattutto come un periodo di grandi conflitti che modificheranno tutta l’Europa.

Uno degli avvenimenti che sicuramente ha interessato maggiormente il territorio europeo intero, è stata la “Guerra dei Trent’anni”, che a partire dal 1618 fino al 1648 ha diviso l’Europa in due fazioni.

Attenzioni particolari hanno avuto anche le rivolte popolari manifestatesi in molte regioni europee per un malessere diffuso , soprattutto tra i contadini, a causa dei gravami fiscali, dovuti ai diversi scontri che si sono avvicendati come quello menzionato precedentemente, a causa di un arretramento del sistema produttivo e dei processi di rifeudalizzazione.

imagesL’Italia fu, proprio durante il XVII secolo, soggetta ad un processo di rifeudalizzazione da parte degli spagnoli. Il filosofo Benedetto Croce ha scritto quanto segue: «Il Seicento è reputato una delle più infelici età della storia d’Italia, paragonabile in certa guisa alla fine di Roma e agli effetti delle invasioni barbariche» e dello stesso pensiero fu Fernand Braudel con la questione del “tradimento della borghesia”; secondo Piero Gobetti, è stata la mancata riforma protestante ciò che ha comportato arretratezza e corruzione morale invece Marino Berengo ha imputato la decadenza italiana principalmente al declino della civiltà urbana e repubblicana e alla perdita della libertà politica, indicando il 1530 (pace di Bologna) come anno di svolta.

Ma come ben sappiamo, la società non fu caratterizzata solo da avvenimenti negativi. Il Seicento fu il secolo di fioritura in tutta Europa.

images-3La Spagna visse il sigle de oro che fruttò nel teatro con le opere di Lope de Vega e di Calderon de la Barca e nella prosa con il Don Chisciotte; la Francia visse un secolo con grandi pensatori come Montaigne e Descartes; l’Inghilterra occupa un posto importante nel teatro con la figura di William Shakespeare ma ebbe anche autori di una grande produzione etico-religiosa come John Donne.
L’Italia, pur indebolita sul piano economico e limitata sul piano politico, conserva la sua centralità culturale con personaggi come: Gianbattista Marino e il suo marinismo, Caravaggio che imprime un segno indelebile sull’arte europea e Galilei che apre la via della scienza moderna.

images-2Roma è polo di attrazione su scala europea verso il quale arrivano artisti provenienti da tutta Italia e da tutta Europa ed è sede della Chiesa controriformata, unica committente tradizionale.

Il Seicento è un secolo d’oro o di ferro?

Non è un secolo da tralasciare perché ha portato grandi cambiamenti e innovazioni di “lunga durata“.

 

 

 

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