“E’ Dio e mi assomiglia”

REDAZIONE SECUSIONLINE

24/12/2017

IMG_3020Cristo è suo figlio, carne della sua carne e frutto delle sue viscere. Ella lo ha portato per nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio.

Ella sente insieme che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che egli è Dio.

Ella lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. Egli è fatto di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia.

Egli mi assomiglia. È Dio e mi assomiglia!». Nessuna donna ha avuto in questo modo il suo Dio per lei sola.

Un Dio piccolissimo che si può prendere tra le braccia e coprire di baci, un Dio tutto caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e vive”.

Jean Paul Sartre

 

La testimonianza dello scrittore e filosofo Jean Paul Sartre, uno dei padri della corrente filosofica chiamata Esistenzialismo. Sartre era internato nel lager di Treviri in Germania e compose un testo drammatico per celebrare il Natale con i suoi compagni di prigionia. Questo è il passo significativo dell’opera “Bariona o il figlio del tuono”. Esprime i sentimenti di Maria mentre tiene in braccio il Bambino.

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