“Il rumore del mare” a Caltagirone

LORENA  SCUTO

05/12/2017

Nei giorni 31 ottobre, 4 e 8 di novembre con le classi 5°A, 5°B,4°A e 3°A del Liceo Artistico, ci siamo recati al Museo Diocesano sito in Piazza San Francesco d’Assisi, per visitare la mostra del pittore Giovanni Iudice, dal titolo “Il rumore del mare”.

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La mostra presenta le opere di quest’artista che ha deciso di rappresentare attraverso i suoi quadri la realtà della migrazione di tanti popoli che approdano nelle nostre spiagge in cerca di un futuro migliore. Autodidatta, ha esordito nel ‘94 a Ragusa uscendo presto dalla dimensione isolana (che gli resta evidentemente cara) esponendo in personali (Acqui Terme, Milano, Spoleto…) e in prestigiose collettive fra le quali spiccano “Arte Italiana 1968-2007” (Palazzo Reale a Milano appunto nel 2007) e la Biennale di Venezia del 2011 (Padiglione Italia). Vive a Gela.

Mare, spiagge sono i soggetti preferiti dei suoi quadri dipinti con un tale realismo e dovizia di particolari che sembrano delle fotografie, i personaggi assumono una tale plasticità da dare l’impressione di poterli toccare con mano, la sofferenza dei loro volti così vera, che è impossibile non muoversi a commozione.

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Il tema della clandestinità trasformato in arte dal pittore diventa urlo, denuncia del fatto che spesso nei confronti di questi fratelli noi non abbiamo nè ascolto nè attenzione né cura.

IMG-20171102-WA0010In tutti suoi quadri è sempre presente questo contrasto. Da un lato la ricchezza di pochi, dall’altro la miseria di molti, da un lato la loro richiesta di aiuto dall’altra l’indifferenza e l’incapacità di sentirci responsabili delle loro vite.

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Papa Francesco nella sua visita a Lampedusa 8 luglio 2013 affermava: “Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna. Ci siamo ormai abituati alla sofferenza dell’altro, e pensiamo che non ci riguardi, non ci interessi, che non è affare nostro! La globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere. La cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri,ci fa vivere in bolle di sapone. Una situazione che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza e all’anestesia del cuore.” Noi come Caino spesso scegliamo la via più semplice, quella cioè, di negare la pluralità dell’altro, senza sapere che nessuno potra’ mai essere felice senza l’altro e che l’uomo non potrà mai accettarsi se non attraverso il dono sincero di se.

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Oltre la bellezza delle opere d’arte , gli alunni sono stati colpiti anche dalla bellezza della Cappella gotica e da alcune istallazioni presenti all’interno della mostra che hanno coinvolto tutti i nostri sensi. Ringraziamo, pertanto di cuore la Dirigente Scolastica per aver autorizzato questa attività e Il direttore del museo Don Fabio Raimondi per aver curato con tanto amore l’allestimento della mostra e per la sua calorosa accoglienza.

 

 

 

 

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