3 ottobre 2013, … per non dimenticare

GIACOMO GRIMALDI 

10/11/2017

Caltagirone, 03 ottobre 2017, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, istituita dalla legge “45/2016” in ricordo del 03 ottobre 2013, data del più tragico naufragio di sempre nelle acque italiane, con lo scopo di commemorare le vittime e sensibilizzare la società (e soprattutto i giovani) riguardo alla solidarietà e alle condizioni dei migranti, il Liceo Classico e Linguistico “Bonaventura Secusio” ha organizzato per i suoi alunni una visita al cimitero della città per commemorare la tomba di un migrante defunto.

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Foto http://www.ottogiorni.it

Dopo l’appello, gli alunni delle classi 2^ e 4^ della sezione E (Linguistico) si sono recati, a piedi, al cimitero. Ad accompagnarli le professoresse F. Ascanio e V. Conti. Appena arrivati, insieme ad alcune classi del Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Caltagirone e ad alcuni ragazzi immigrati e ospitati in una struttura del calatino, si sono fermati davanti alla tomba di una vittima dell’immigrazione.

Il giovane è stato sepolto nella fossa comune. Il suo luogo di eterno riposo è molto semplice: un cumulo di terra, un piccolo altare e una croce. Sulla croce, un numero indica la sua presenza; poiché nessuno conosce il suo nome. Sul suo umile altare, una barca, realizzata in ceramica, simboleggia l’evento che ha determinato le sue sorti. Egli è morto durante il tragico viaggio che dall’Africa gli apriva le porte verso il continente europeo; viaggio che avrebbe dovuto dargli un futuro migliore, ma che gli è costato la vita.

Gli organizzatori di questa importante e memorabile iniziativa e il vicario del vescovo hanno preso la parola. Insieme ai giovani, hanno pregato per l’anima del giovane defunto, raccontato la sua storia, riflettuto su ciò che tanti ragazzi come noi sono obbligati a vivere, pur di fuggire dal loro Paese, e sull’importanza dell’accoglienza e dell’integrazione.

In seguito, un alunno per classe ha letto dei pensieri o delle riflessioni riguardanti l’imponente tema che caratterizza la nostra quotidianità: l’immigrazione. Dopo una preghiera, un momento di silenzio e le parole delle docenti accompagnatrici, gli studenti hanno visitato il grande cimitero della città, ammirandone le architetture (a volte fin troppo sfarzose), quindi sono rientrati a scuola prima del suono della campana che indica la ricreazione.

Iniziative come questa andrebbero organizzate più spesso durante l’anno. Bisogna combattere il razzismo e l’indifferenza e far sì che tutti capiscano il vero valore della vita umana, a prescindere dalla “RAZZA” a cui si appartiene. Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, abitiamo tutti lo stesso pianeta, respiriamo tutti la stessa aria. Abbiamo, dunque, il bisogno di avere tutti gli stessi diritti.

 

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