Sicilia in fiamme

GIACOMO GRIMALDI

24/09/2017

Ritorna l’autunno, ormai la stagione più calda dell’anno è giunta al suo termine. È finito il periodo dell’afa, del sole, delle scottature, delle abbronzature, del mare, della piscina, degli amici, delle vacanze, del tempo libero, dei grest, dei giorni più lunghi, delle notti giovani e dei bei momenti. È tempo di tornare alla solita vita, al solito tran tran, di riiniziare ad andare a scuola e di ritornare a lavoro.

E anche quest’anno, come in ogni altro, l’estate ha portato con sé l’allarme incendio. Tutta la penisola italiana è in allerta e in Sicilia brucia tutta l’isola, da una punta all’altra, da Messina a Trapani, si contano numerosissimi incendi di nature diverse ed è stato dichiarato lo stato di calamità.

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Foto di http://www.palermo.repubblica.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Da un paio di anni, il bilancio dei roghi e degli incendi nella nostra regione Sicilia è sempre in aumento. Essi sono così tanti da aver causato danni dappertutto. In ordine cronologico, tra giugno e agosto, ne abbiamo avuti nei seguenti luoghi: Gratteri, sulla catena montuosa delle Madonie, in provincia di Enna, Erice, Patti, Mistretta, Sperlinga, Castellammare del Golfo, Taormina, Torretta, Monreale, nella riserva dello Zingaro, Messina, Caltanissetta, Enna, San Vito, Catania, Palermo, Lipari, Segesta Calatafimi, Pioppo, Piazza Armerina e in provincia di Catania.

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Foto di http://www.sicilianews24.it

Ad aggravare la situazione è l’allarme dei vigili del fuoco che dichiarano di avere poco personale e mezzi scadenti. È davvero importante per il nostro paese il loro intervento e la mancanza di personale ha suscitato scalpore negli animi dei politici che hanno chiesto aiuto e hanno accusato lo Stato di aver abbandonato la Sicilia alle fiamme. Necessaria per lo spegnimento del fuoco è stata la presenza dei Canadair e degli elicotteri.

Tutti gli incendi hanno causato danni davvero ingenti: distrutto ettari ed ettari di terreno, bruciato abitazioni, raso al suolo riserve o causato problemi stradali, arrivando persino a bloccare strade o autostrade.

Ma quali sono le cause del divampare delle fiamme? Raramente le cause sono legate al meteo: l’afa, l’autocombustione o i fulmini. Spesso l’uomo li causa involontariamente o distrattamente: le scintille che producono i freni di un treno, una marmitta surriscaldata su un campo di erba secca o una sigaretta buttata su delle foglie secche. Ancora più spesso, circa nel 60% dei casi, l’uomo li causa di sua spontanea volontà: pastori bruciano l’erba per il pascolo, gente brucia foreste per costruirvi sopra, o piromani che lo fanno per il semplice piacere di distruggere l’ambiente.

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Foto di Giacomo Grimaldi

Un particolare caso è quello che ci riguarda ancora più da vicino e che ha colpito la zona tra Caltagirone e Grammichele.

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Foto di Giacomo Grimaldi

La Sicilia è la nostra terra: dobbiamo amarla così com’è, non distruggerla rompendo equilibri naturali ormai stabili o radendo al suolo gli habitat degli animali.

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