“Un pallone di legalita”, per educare al rispetto delle regole.

                                                                                                                                                                                                                                              MARTINA AVELLINO-GIACOMO GRIMALDI

09/06/2017

Martedì 16 maggio 2017, alcuni alunni del Liceo Classico e Linguistico Bonaventura Secusio hanno partecipato al torneo “Un pallone di legalità”, svolto presso la Casa Circondariale di Caltagirone. Ad accompagnare gli alunni, i professori Giandinoto, Massimi e Palazzo. David Caggegi e Raffaele Adamo, nel ruolo di insegnanti del posto, hanno organizzato la giornata che si è svolta secondo la seguente scaletta: introduzione, partite, ringraziamenti, premiazione, buffet e congedo.

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Al trofeo di calcio hanno partecipato ben quattro squadre. Le prime due squadre erano formate dagli studenti del Secusio, la terza dai detenuti del Blocco 25 e l’altra da quelli del Blocco 50. Quattro sono state le partite, ognuna delle quali è durata circa 30 minuti.

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DSCN2846.JPGDSCN2848.JPGDSCN2852.JPGDSCN2857.JPGDSCN2875.JPGDSCN2906.JPGLe squadre sono entrate in campo alle ore 10:15. Come nelle partite ufficiali, c’è stata una cerimonia di introduzione con la bandiera italiana e il canto dell’Inno Nazionale.

“Vogliamo dare un messaggio: nel calcio come in qualsiasi sport, […] esistono delle regole che devono essere rispettate da tutti. […] Ma una fondamentale è: IL RISPETTO PER GLI ALTRI.” – hanno detto i ragazzi prima di iniziare a giocare. Per loro, bisogna “non smettere mai di essere prima di tutto persone […], affinché la pena non sia la fine della vostra vita, affinché ciascuno possa aspirare a un avvenire migliore.” Hanno poi concluso: “L’essere persone prevalga sull’essere detenuti”

Così ha avuto inizio il trofeo. La prima partita si è svolta tra la prima squadra del Secusio e quella del Blocco 50. A fine match, i “secusiani” hanno vinto con un punteggio di 2-1. La seconda partita ha visto contrapposti la seconda squadra del liceo e quella del Blocco 25. Questa partita si è conclusa con un pareggio (1-1), necessari i rigori, ai quali ha vinto nuovamente il Secusio. A seguito di ciò i ragazzi del Blocco 25 e quelli del Blocco 50, hanno giocato per aggiudicarsi il terzo posto. Il Blocco 25 ha vinto la partita con il punteggio di 2-0. L’ultima partita è stata la finale, tra le due squadre del Secusio, delle quali ha prevalso la prima. Tutte e quattro le sfide, sono state avvincenti ed emozionanti, lasciando tutti gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Un chiaro esempio, che tutti possono e devono rispettare le regole.

Dopo le partite, David Caggegi ha ringraziato tutti i presenti (studenti, insegnanti, professori, collaboratori, educatori, detenuti, la preside della scuola e il direttore della casa circondariale) per aver contribuito e partecipato a questa fantastica iniziativa. Subito si è passati alla premiazione delle squadre, ognuna delle quali ha ottenuto il rispettivo trofeo. Lo scopo non era creare delle rivalità o una competizione, ma, come è accaduto, divertirsi giocando insieme e rispettando le norme.

Per rifocillare i giocatori e gli spettatori, la preside Concetta Mancuso, ha offerto un buffet. Tutti insieme, senza distinzioni, hanno consumato il cibo a disposizione, chiacchierando e integrandosi alla perfezione tra loro.

DSCN2887.JPGDSCN2888.JPGDSCN2889.JPGDSCN2891.JPGDSCN2893.JPGDSCN2895.JPGDSCN2898.JPGDSCN2900.JPGDSCN2902.JPGDSCN2904.JPG“La lezione imparata oggi è molto più importante di qualunque altra imparata a scuola: […] l’importanza, il rispetto e la tolleranza delle regole.” –ha affermato la dott.ssa Mancuso in presenza del direttore del carcere, Giuseppe Russo. “Avete la fortuna di avere dei genitori che la sera vi aspettano a casa e sono sempre al vostro fianco” –ha aggiunto egli sottolineando quanto sia difficile la vita in un carcere. “Vivere in carcere significa perdere il contatto con la propria famiglia.” Ha, infine concluso dicendo: “Siate in gamba, mi raccomando ragazzi!”

DSCN2907.JPGDSCN2909.JPGDSCN2910.JPGDSCN2912.JPGAbbiamo, inoltre, intervistato tre detenuti. Abbiamo posto loro dei semplici quesiti ai quali hanno risposto con molta naturalezza. Le risposte sono state pressoché simili. Tutti e tre amano il calcio, tutti e tre ammettono di aver compreso i loro sbagli, tornerebbero indietro volentieri e ritengono che il carcere li abbia aiutati nella reintegrazione nella società, ad esempio con attività come questa. In modo particolare, un intervistato, si ritiene davvero fortunato per essere stato aiutato e rieducato dal carcere. Grazie ad esso, egli frequenterà a breve la prestigiosa “Università Bocconi”, dove seguirà le lezioni di economia aziendale.

“Lo scopo di questa giornata è quello di integrare il valore della legalità e del rispetto delle regole, come nel calcio. Esattamente come riassume il titolo della giornata stessa” –ha dichiarato David Caggegi. Egli ha poi spiegato che i detenuti erano davvero entusiasti di poter passare una giornata del genere. Essi non sono abituati a tali manifestazioni perché hanno una scaletta che scandisce le loro ore giornaliere. “È importante sensibilizzare i giovani a rispettare le regole della società per evitare di sfociare in situazioni poco convenevoli.” Raffaele Adamo ha infine concluso dicendo che questi sono importantissimi “momenti di socializzazione, condivisione, integrazione e confronto.”

 

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