“Fuga di Cervelli”. Puntare sulla nostra terra.

GIULIANA SCALZO – GIACOMO GRIMALDI

15/05/2017

 

La Consulta per le Politiche Scolastiche e Giovanili del comune di Caltagirone ha organizzato l’evento intitolato “Restare si può”. Lo scopo dell’incontro è stato sensibilizzare i giovani a non lasciare la propria terra e a interrompere questo fenomeno, chiamato “Fuga di Cervelli”.

immagine 5Sabato 06 maggio 2017, la conferenza ha avuto luogo nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale di Caltagirone dalle ore 16.00 (anche se con un margine di ritardo) alle 18.45 circa. Tra i presenti: gli scout, il MSAC (Movimento Studenti Azione Cattolica) e i rappresentanti d’istituto delle scuole del Calatino.

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Data l’assenza del Sindaco della città, Gino Ioppolo, Sabrina Mancuso, assessore comunale alle politiche sociali e giovanili, ha aperto l’incontro sottolineando l’importanza e la priorità del lavoro per i giovani, della loro formazione e la loro paura della crisi. Ella ha presentato subito i relatori, che sono intervenuti nel seguente ordine:

  • Sabrina Gianforte, titolare di “Sicili” – Sapori e Saperi;
  • Rosario Scibona, agronomo e olivicoltore;
  • Vincenzo Rasà, presidente del consorzio “Asparago Sovrano”;
  • Alessandro Iudici, ceramista;
  • Andrea Li Rosi, amministratore di un’azienda agricola, biologica e agrituristica;
  • Gaetano Cannizzaro, apicoltore.

Sabrina Gianforte, prima a intervenire, ha raccontato la sua storia e quella della sua azienda, valorizzando la sua esperienza definendola “unica”. Ella ha poi evidenziato l’importanza della determinazione nel credere nei propri sogni rendendoli realtà. Per realizzare il suo sogno –ha spiegato Sabrina- ha seguito le orme dei suoi familiari, impegnandosi nel vastissimo campo agro-alimentare, esaltando la sua terra. Oggi Sabrina Gianforte è un’assaggiatrice di vini, grappa, formaggio, cioccolato, caffè e molto altro. Per lei, è necessario scegliere i prodotti “Made in Italy” e in particolare “Made in Sicily”, cercando <<Soluzioni semplici a problemi complessi>>. Ha concluso dicendo: <<Non verrà nessuno a dirvi cosa fare, dobbiamo essere noi a capirlo.>>

Rosario Scibona, agronomo e un produttore di olio extra-vergine d’oliva, ha studiato a Firenze, ma è tornato nella sua Sicilia per lavorarvici. Dopo aver illustrato la struttura della sua azienda, egli ha spiegato in cosa consiste il suo lavoro esprimendo la sua passione per esso.

Anche Vincenzo Rasà ha parlato della sua vita, partendo però da un particolare aneddoto. Ha poi dato ai presenti una serie di consigli per il loro futuro: studiare; faticare; e credere nelle proprie idee, sfruttando quanto necessario per andare avanti. <<Fondamentale è avere uno scopo nella vita>> -dichiara Vincenzo- che tornando a casa e vedendo i propri figli ha individuato in loro il suo.

Alessandro Iudici ha alle sue spalle nove generazioni di ceramisti. Raccontando la sua esperienza, egli ha espresso il totale rifiuto verso l’arte della ceramica e la Sicilia. Ponendosi la domanda: <<Cosa può offrirmi la Sicilia?>>, Alessandro ha parecchio viaggiato. Dopo un viaggio a New York, ha capito però che la vera domanda da porsi fosse: <<Cosa posso offrire io alla Sicilia?>>. Riflettendo sulla risposta alla domanda, ha deciso di tornare in Sicilia. Così ha capito che se si ha qualcosa da offrire alla propria terra, restare è necessario. <<Ritornare è doveroso –ha concluso- perché la parte più bella del viaggio è il ritorno>>.

Dopo aver parlato della sua attività, Andrea Li Rosi ha mostrato il video della conferenza di Steve Jobs all’università di Stratford nel 2005. Nel suo discorso, ha citato la frase “Stay hungry, stay foolish”. Infine, ha detto che il suo obiettivo è <<Istillare in voi una cultura del lavoratore inversa>>, per <<Approcciarsi al mondo del lavoro con volontà diversa.>>

Ultimo relatore è stato Gaetano Cannizzaro, apicoltore calatino. La Sicilia –afferma Gaetano- è una terra piena di risorse che devono essere rispettate e sfruttate nel modo corretto. Lui ha portato il turismo in azienda. Il suo obiettivo è sensibilizzare i giovani alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente. <<Impegno e bontà in ciò che si fa>>, ha raccomandato. Poi ha concluso il suo discorso dicendo ai giovani che bisogna avere rispetto del proprio corpo e del proprio ambiente e che è necessario credere in ciò che si fa.

Sabrina Mancuso, ha congedato i relatori e i ragazzi citando Steve Jobs <<Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero>>. Secondo lei, “Restare si può, anzi Restare si deve!”

Dopo la conferenza, tutti si sono recati negli stand che mostravano i prodotti realizzati dai relatori: olio, vino, ceramica, miele, e tanto altro ancora.

Un’interessante conferenza con il fine di convincere i ragazzi a rimanere e a credere nei propri sogni. Ma possono tutti i giovani costruire il loro futuro qui partendo dall’agricoltura? Forse non tutti aspirano a questo e non tutti possono realizzare i loro sogni in questa terra.

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