Isis, interessi commerciali e islamizzazione della violenza.

ICHRAK MTIR

12/04/2017

Viviamo ormai in un mondo in cui sono professate diverse fedi religiose. Anche a seguito dei recenti avvenimenti di immigrazione, proveniente dall’Oriente in particolare e dal mondo subsahariano, spesso ci confrontiamo con gente musulmana.

Immagine isis 1 apertura
Foto di ABC news

Tutti abbiamo assistito, chi in modo diretto chi attraverso i media, ai vari attacchi terroristici.

È proprio il caso della strage di Charlie Hebdo che ha fatto tremare l’intera Europa.

A compiere tale atti criminali e feroci sono persone associate nel gruppo autodefinito ISIS (islamic state Sirya and Iraq), nato recentemente dopo la disgregazione dell’Al-Qaïda a causa della morte di Oussema Ben-Laden. Persone senz’animo e cuore, ne identità ne religione, gridando il nome di Allah osano combattere contro l’intera umanità uccidendo in massa uomini e donne, anziani e bambini. Interpretando la jihad in chiave estremista, la usano per fare la guerra santa contro gli infedeli, come ribadiscono sempre nei video che riempiono ormai la piattaforma dei social network. Il nemico infedele per questo gruppo estremista, sarebbe non soltanto chi predica una religione diversa dall’islam, ma anche gli sciiti.

siria
Foto di Interris.it

L’ ISIS è un gruppo formato da 5.000.000 unità provenienti da tutto il mondo, porta avanti un unico obiettivo: uccidere gli infedeli, formare un vero e proprio stato che dovrebbe comprendere la Siria, l’Iraq, l’Egitto, Israele, la Giordania e il Libano ed estendere il proprio potere su qualche città europea tra cui Roma, la capitale italiana cattolica, simbolo della religione avversaria.

Il tutto mascherato dalla motivazione religiosa per ottenere vantaggi personali, esattamente come è avvenuto in altri periodi storici.

Nessuna religione chiama i propri seguaci all’odio e alla guerra. La realtà è che non si tratta di nessuna guerra religiosa. Infatti i musulmani sono le prime vittime del terrorismo e pagano le aspre conseguenze prima di chiunque altro. La Siria con le sue insanguinate Damasco e Aleppo, e ancora prima di questi Iraq, Egitto, Yemen, Libia , Gaza e Tunisia sono l’esempio più eclatante.

Se si trattasse davvero di guerra contro gli infedeli e se i terroristi fossero davvero di fede musulmana avrebbero avuto motivo di uccidere i musulmani stessi? La risposta è decisamente NO! Quali sono, dunque, i veri motivi di questa guerra mondiale combattuta tra i poveri?

soldati isis
Foto di LA STAMPA

Ci domandiamo, come mai si sa perfettamente il numero ed il posto di queste cellule mostruose ma non si riesce a raggiungere la radice madre di questo vero mostro? Come mai le grandi potenze mondiali non riescono a sconfiggerlo? È pura coincidenza il fatto che questo mostro si sia formato in Oriente? Ma soprattutto chiediamoci perché si punta l’interesse sui posti strategici e sui luoghi ricchi di petrolio?                                                                                                                  Possiamo parlare veramente di una guerra santa contro gli infedeli o dobbiamo parlare di commercio del petrolio, sostenuto da alcune potenze straniere?

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