Boccaccio, il “saggio” e lo “sprovveduto”.

GIACOMO GRIMALDI

04/04/2017

Rivisitando Boccaccio, tre alunni della classe 3^E Linguistico, dell’Istituto Superiore Bonaventura Secusio, Shirley Perniciaro, Giuliana Scalzo e Giacomo Grimaldi, hanno attualizzato una delle famose novelle di Giovanni Boccaccio.

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Foto di http://www.gastrolabio.it

La novella presa in considerazione è intitolata “Calandrino e l’elitropia”. Questa novella è contenuta nel celebre Decameron. L’autore l’ha posta nell’ottava giornata.

Il tema della giornata è la beffa. I temi della novella sono la beffa e l’arte della parola. Boccaccio, attraverso Elissa, ci racconta di un certo Calandrino che viene preso in giro da dei suoi amici che lo convincono a cercare una misteriosa pietra, dal nome “Elitropia”. Questa pietra gli avrebbe conferito il potere dell’invisibilità, ed è proprio questo che essi faranno credere all’ingenuo Calandrino. Quando il protagonista, convinto di essere invisibile, torna a casa, la moglie lo saluta. Allora egli la picchia con violenza, perché crede che ella abbia interrotto il potere della pietra.
I tre ragazzi hanno ambientato questa novella nel ventunesimo secolo. I temi da loro affrontati sono: bullismo, droga e violenza. Il protagonista non è più Calandrino, bensì Alberto. Gli amici sono Bruno e Vincenzo e l’antagonista è Tommaso. La moglie che viene picchiata da Calandrino, sarà invece una professoressa. Infine, la pietra dal nome Elitropia, è nel testo una nuova droga che verrà spacciata al ragazzo come un nuovo antidepressivo.

Auguro a tutti una buona lettura.

 

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Foto di http://www.glipsicologi.info

“Nella Firenze del XXI secolo, vive Alberto: un semplice e ingenuo ragazzo di 17 anni che frequenta l’Istituto D’Arte della propria città.

Come tutti i ragazzi della sua età, Alberto si ritrova ad affrontare le tipiche problematiche adolescenziali; ad aggravare la situazione, però, si aggiungono alcuni fattori: i genitori di Alberto stanno affrontando il divorzio, ed egli rischia di perdere l’anno scolastico anche a causa dei continui scherzi di quelli che reputa i suoi migliori amici, Bruno e Vincenzo, che, approfittando della sua ingenuità, si divertono spesso a prendersi gioco di lui.

Una mattina del secondo quadrimestre, a seguito di un ulteriore pessimo voto, Alberto comprende di star per perdere l’anno e cade totalmente nello sconforto: egli sente il bisogno di sfogarsi con qualcuno.

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Foto di http://www.murialdo.it

Alberto aveva sempre sentito parlare di un certo Tommaso “Il Saggio”, un ragazzo che frequentava la sua scuola. Quella mattina, esasperato e incuriosito dal bisogno di parlare con qualcuno, egli chiede a Bruno e Vincenzo il perché del suo soprannome. Essi gli spiegano ambiguamente, che tutti si rivolgono a Tommaso quando “ne” sentono il bisogno, omettendo un notevole particolare: egli è uno dei più famosi pusher di Firenze.

Lo stesso giorno, durante l’intervallo, Alberto si reca in cortile per cercare Il Saggio e sfogarsi con lui, certo che gli avrebbe saputo dare ottimi consigli.

Alberto confida quindi a Tommaso tutti i suoi problemi scolastici e familiari.

Il Saggio, approfittando anch’egli dell’ingenuità di Alberto, gli suggerisce di provare un antidepressivo nuovo nel mercato, chiamato “Elitropia”, descrivendo i suoi effetti “positivi” ma nascondendo la vera natura della sostanza; quando stanno per accordarsi sull’affare, la campanella che segna la fine dell’intervallo suona.

I due si scambiano velocemente i numeri di telefono e tornano in classe.

Lo stesso pomeriggio, Alberto contatta su Whatsapp Il Saggio che gli propone di incontrarsi l’indomani mattina, prima di scuola, in Piazza Santo Spirito, uno dei più famosi luoghi di spaccio di Firenze.

La sera stessa Alberto racconta tutto ai suoi due amici e chiede loro di accompagnarlo.

L’indomani, di buon’ora, i tre amici si recano nel luogo prestabilito per incontrare Tommaso, il quale con aria furtiva consegna ad Alberto la famosa “Elitropia”, che ha l’aspetto di una pillola nera. Il Saggio assicura ad Alberto che con essa si sarebbe sentito come sparire dalla realtà che lo circondava.

Sentendo le parole di Tommaso, Alberto assume immediatamente la pillola che agisce all’istante.

Bruno e Vincenzo, approfittano della situazione per prendersi ancora una volta gioco dell’amico, facendogli credere di esser diventato invisibile.

Nel tragitto verso scuola, essi avvisano gli altri compagni di classe del nuovo scherzo architettato per Alberto.

Arrivati in classe, Alberto va a sedersi al suo posto, sotto gli occhi di tutti i suoi compagni che reggono il gioco a Bruno e Vincenzo, confermando la sua presunta invisibilità.

Lo scherzo procede bene fino all’arrivo della prof.ssa Orlando, che notando il comportamento del tutto indifferente di Alberto, decide di interrogarlo.

Alberto, che vede svanire l’effetto della droga da lui assunta, reagisce violentemente: si alza di scatto, preso da un momento d’ira, e lancia addosso alla professoressa un libro. Ancora privo di lucidità, si affretta a scappare dalla classe.

La professoressa segue Alberto fuori dalla classe. I due amici, Bruno e Vincenzo, sentendosi in parte colpevoli, raggiungono Alberto per aiutarlo e confessano l’assurdo scherzo realizzato da Tommaso e da loro appoggiato.

La prof.ssa decide quindi di denunciare Tommaso alla polizia, che a seguito di controlli verrà arrestato, e sospenderà i tre amici.”

 

 

 

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